FiiO Q1 MK2 & Q5

La disponibilità di cuffie di qualità sempre più elevata ha fatto nascere una nuova tipologia di prodotti quali sono i DAC/amplificatori portatili, per una riproduzione audio di altissima qualità anche quando si ascolta la musica andando a spasso.

L’albero delle possibili catene di riproduzione per l’ascolto in cuffia ha molti rami e il percorso per giungere alle foglie può essere anche lungo. Quando si parla di ascolto in cuffia si pensa subito al suo uso in movimento avendo in mente l’immagine di uomini, donne o ragazzi che ci passano vicino indossando cuffie o cuffiette di ogni genere con quest’ultima tipicamente collegata ad uno smartphone. Ma non è sempre così e questo lo ha ben compreso FiiO marchio di bandiera cinese di base a Guangzhou, “cittadina” di solo 13 milioni di abitanti che si affaccia sulla baia alla cui foce sorge Hong Kong. FiiO ha in catalogo diverse tipologie di prodotti: puri lettori digitali portatili, amplificatori portatili per cuffia, DAC portatili e cuffie intraurali e auricolari. È presente sul mercato anche con una coppia di piccoli amplificatori sempre per cuffia, da tavolo, e un miniconvertitore D/A.

Quando qualche tempo fa mi sono chiesto come potessi migliorare la qualità dei miei ascolti pur essendo lontano da casa, la prima risposta che mi sono dato è stata quella di elevare la qualità delle mie cuffie ma è bastato poco per comprendere che il vero aspetto limitante era diventato un altro: la sorgente e il suo stadio di amplificazione. Di quanto mi sbagliavo e di quale salto in avanti in qualità e piacevolezza avrei potuto beneficiare lo avrei scoperto poco dopo quando alla sorgente – lo smartphone – affiancai un oggettino che prelevava dallo smartphone il flusso digitale tramite la porta USB e dopo averlo convertito e amplificato lo porgeva alle mie cuffie da viaggio. Da allora non sono mai più tornato indietro.

In queste pagine ci occupiamo di due piccoli apparecchi che operano come amplificatori per cuffia in mobilità, offrendo anche la possibilità di partire direttamente da un flusso digitale poiché svolgono anche la funzione di convertitori digitale/analogico. In particolare mi riferisco ai modelli Q5 e Q1 MK2, che sono le due apparecchiature di punta della categoria DAC/ampli. In particolare il modello Q5 ne rappresenta il vertice.

Descrizione e note di progetto

I due modelli si presentano con estetiche significativamente diverse: massiccio il Q5, la cui tonalità titanio accentua la sensazione di robustezza, con la manopola del volume incastonata su un fianco; molto più snello il Q1, il nero sfina anche in questo caso, con la manopola del volume in bella evidenza su uno dei lati corti della macchina. Lo spessore del Q5 appare quasi doppio rispetto al Q1 ma è solo un effetto dato dalla stondatura dei due lati lunghi poiché la differenza si conta in pochi millimetri. Ben diversa invece è la misura del lato lungo: 12,5 cm del Q5 contro circa 10 cm del Q1. Una motivazione forte c’è poiché il Q5 monta un modulo amplificatore, AM3, sostituibile che può essere cambiato con un modello più potente, AM5. Questo comporta un alloggiamento dotato di connettore di interconnessione che necessariamente incrementa le dimensioni del piccolo amplificatore.

Il FiiO Q1 ha due uscite cuffia con prese minijack stereo da 3,5 e 2,5 mm, quest’ultima bilanciata. La terza presa, vicino al volume, può operare da ingresso o da uscita linea analogica. Sul lato opposto troviamo i selettori di guadagno e di incremento bassi oltre alla porta microUSB.

Entrambi hanno le prese di connessione distribuite sui due lati corti. Il FiiO Q1 è dotato di doppie uscite minijack per la cuffia, di cui una bilanciata, con connettore da 2,5 mm a 4 contatti, e una sbilanciata da 3,5 mm, a 3 contatti; le due prese si trovano sullo stesso lato della manopola del volume, dove è presente anche l’indicatore del formato DSD che lampeggia quando attivo e un’altra presa minijack stereo che può operare da ingresso o da uscita analogica di linea. Sul lato opposto è presente una porta microUSB B che, se viene utilizzata come ingresso digitale, abilita il connettore minijack di linea come uscita analogica, permettendo così al Q1 di operare come DAC da collegare all’ingresso dell’amplificatore di un impianto casalingo. Lo stesso connettore minijack può essere invece utilizzato come ingresso analogico, magari collegato all’uscita audio di uno smartphone che non ha capacità di effettuare lo streaming digitale attraverso la propria porta USB sfruttando le capacità OTG. I comandi e controlli del Q1 si concludono con il selettore del guadagno e quello relativo all’esaltazione dei toni bassi.

Il DAC/ampli FiiO Q5 si presenta molto più squadrato nel suo corpo metallico. La manopola del volume è incassata e protetta dal corpo stesso; subito sotto si trova il tasto di accensione – il Q1 integra l’accensione nella stessa manopola – e l’indicatore della decodifica DSD. Il lato corto superiore è occupato dai selettori del guadagno, incremento dei toni bassi, un’uscita analogica di linea (minijack) e un altro minijack che implementa un ingresso multiformato a seconda della tipologia di connettore che vi viene inserito. Questo ingresso infatti accetta jack da 3,5 mm stereo per segnali analogici o un adattatore miniToslink ottico digitale oppure sempre un minijack ma con i contatti distribuiti diversamente che può veicolare un segnale S/PDIF digitale.

Non da meno è la dotazione di prese e controlli del Q5, che include anche un ingresso che accetta connettori di diverso formato: ottico, coassiale, linea.

Sul lato lungo opposto al volume sono presenti tre piccoli tasti le cui funzioni sono ancora una volta multiple. Nella fase di configurazione un tasto permette di selezionare la tipologia del segnale d’ingresso scegliendo tra ingresso analogico o digitale coassiale/ottico, nella fase di riproduzione invece permette il salto alla traccia successiva seguendo il protocollo Apple o Android 7+. Così anche il tasto successivo che abilita o disabilita la connessione Bluetooth presente su questo modello oppure si comporta come tasto play/pause; il terzo tastino invece ha solo la funzione di salto traccia all’indietro.

Il FiiO Q5 presenta sull’ultimo lato da descrivere, quello corto in basso per intenderci, il modulo di amplificazione vero e proprio. Il modello di punta di FiiO infatti monta di serie l’amplificazione AM3A che offre 2 uscite, di cui una bilanciata tramite minijack da 2,5 mm a 4 poli e una sbilanciata con presa minijack stereo da 3,5 mm, che offre una potenza già ragguardevole; per esempio su 32 ohm a 1 kHz il dato di targa recita 160 mW con una distorsione inferiore all’1%. Se questa potenza non fosse sufficiente volendo utilizzare cuffie o a bassa sensibilità o ad alta impedenza (>200 ohm), è possibile acquistare un modulo amplificatore più potente come il FiiO AM5 che su carico di 32 ohm e gli stessi requisiti al contorno giunge fino a 400 mW ma sacrifica l’uscita bilanciata, assente su questo modulo. Sempre su questi moduli è presente l’ingresso digitale microUSB B. Su questo modello però è presente una seconda porta USB che ha unicamente funzione di ricarica.

La dotazione di accessori del FiiO Q1 include, tra l’altro, una custodia in tessuto ed elastici per il fissaggio alla sorgente/smartphone.

La scelta della componentistica elettronica del brand FiiO è più che chiara: convertitori Asahi Kasei e chipset di filtraggio, bufferizzazione e amplificazione Texas Instruments. A questi componenti si affiancano i gestori dei protocolli seriali XMOS e quelli del volume Muses. L’architettura dell’elettronica è comune ad entrambi i modelli ma è naturalmente segmentata diversamente come qualità e prezzo tra Q1 e Q5.

Partendo da una sorgente digitale lo streaming dei bit incontra innanzitutto la componentistica XMOS che si preoccupa di gestire i protocolli – PCM o DSD, fino a 32 bit di profondità e varie velocità di campionamento – per far sì che i due convertitori, AK4452 per il Q1 e AK4490 per il Q5, ricevano le informazioni nella maniera corretta. Via USB, questi due chip possono gestire segnali codificati PCM fino a 384 kHz come frequenza di campionamento e codifiche DSD fino al protocollo DSD256 su entrambi i modelli FiiO. Il Q5 possiede anche i classici ingressi digitali S/PDIF che gestiscono segnali PCM fino a 192 kHz il coassiale e fino a 96 kHz l’ottico. Una capacità veramente omnicomprensiva.

Il Q5 è fornito con modulo amplificatore AM3A, eventualmente sostituibile con il più potente AM5
(a destra nella foto) acquistabile come optional.

Entrambi i DAC hanno percorsi separati per le codifiche PCM e DSD per cui nessuna paura in merito a conversioni su conversioni varie. Effettuata la conversione del segnale da digitale ad analogico quest’ultimo è filtrato tramite 2 operazionali TI, uno per canale, per poi essere dato in pasto al controllo del volume prodotto dalla Muses. Il componente è il NJW1195 che presenta specifiche molto buone dal punto di vista di accuratezza e sbilanciamento dei canali ma soprattutto assicura ancora una volta sulla conversione nativa dello streaming DSD che come è noto non permette elaborazioni digitali del segnale come la regolazione del volume appunto; in questo caso infatti è realizzata dopo la conversione. L’ultimo ramo dell’architettura è dedicato all’amplificazione e bufferizzazione finale gestita da più componenti Texas Instruments in cascata utilizzati a seconda dell’uscita bilanciata o meno e del modello FiiO.

Uso e prestazioni

I due DAC/amplificatori sono forniti con una dotazione di cavi analogici e digitali tale da permetterne la messa in uso quasi immediata. Per l’utilizzo in movimento, qualora la scelta sia quella di collegarli per via analogica all’uscita cuffia di uno smartphone o di un lettore digitale, è presente nella confezione un corto connettore minijack/minijack che permette di apprezzare da subito delle prestazioni ricavabili dalla buona dose di potenza in più rispetto ai valori tipici di smartphone o piccoli lettori. Una volta selezionato l’ingresso analogico l’utilizzo diventa immediato, non resta che regolare il volume al livello desiderato. Le prestazioni sono molto valide, la resa naturale e le cuffie godranno della possibilità di esprimersi in gamma bassa al loro meglio.

Il modello Q5 permette di pilotare in maniera più efficace anche cuffie con maggiore voracità di potenza, basta dotarsi del modulo AM5 e sostituirlo dopo aver svitato le due viti laterali con il cacciavite Torx in dotazione e disconnesso il modulo di serie. In questo caso si perde la possibilità di connessione bilanciata ma l’incremento di potenza è notevole. Qualora si sentisse la necessità di maggiore energia nel pilotaggio della cuffia, consiglio di agire dapprima sui controlli di guadagno presenti su entrambi i modelli (la differenza è pari a quasi 6 dB) e solo successivamente effettuare la scelta. Dalle prove di ascolto posso affermare che non è solo una questione di aumentare il volume d’ascolto nel caso di bassa sensibilità, la differenza si sente nell’autorevolezza del governo delle frequenze basse, e medio-basse anche se devo riconoscere che il modulo amplificatore di serie va già molto bene.

La dotazione di accessori del FiiO Q5 include anche un adattatore mini Toslink per segnale digitale ottico
ed il cacciavite necessario per rimuovere il modulo amplificatore.

Il vero salto di qualità però si ottiene attraverso la connessione digitale effettuata tramite la porta USB. Se lo smartphone è un iPhone di Apple trovate il cavetto per collegarlo nella confezione, non c’è invece quello diretto per i device della famiglia Android. È una scelta di natura commerciale che ritengo frutto di motivi per me imperscrutabili ma evidentemente hanno motivo di essere per FiiO. Per l’utilizzatore questo comporta la necessità di acquistarlo separatamente on-line o presso il negozio che fornisce le macchine FiiO. È necessario che il cavetto sia a specifica OTG (On-The-Go) altrimenti lo smartphone non riconoscerà il dispositivo come DAC USB. Risolto il problema dell’interconnessione, sia i modelli Apple che quelli Android permettono di indirizzare lo streaming audio digitale tramite i vari menù a tendina (in basso per Apple, in alto per Android) che effettuano il setup, ma molte volte la selezione è fatta in automatico al momento della interconnessione con il DAC acceso.

Una volta utilizzata questa connessione il salto in avanti nella resa dell’ascolto è pari a diversi ordini di grandezza. Uno smart-phone non nasce come macchina da musica, nella sua vita deve occuparsi di quasi tutto per cui la specializzazione non è il suo forte, una macchina nata invece per quello scopo porta le prestazioni molto più in alto e ce se ne accorge in pochi secondi. La prova poi può essere fatta anche come piccoli DAC da tavolo usando in questo caso il cavo USB più fornito avendo però scaricato preventivamente il drive sul sito FiiO per i sistemi operativi Windows.

L’uscita da usare in questo caso è quella di linea e non posso che confermare l’ottima resa musicale dei due modelli dopo averli collegati ad un ingresso dell’amplificatore. I chip di conversione Asahi Kasei strameritano l’inclusione in una lista che non supera le dita di una mano per estensione; non fanno una piega con nessun formato disponibile, li ho provati fino al DSD256 senza udire click o pop di sorta. Chi volesse provare questo formato può utilizzare dei file di esempio scaricabili free da NativeDSD o 2L.

Il modello più grande offre anche la possibilità di interconnessione Bluetooth (è questa la maniera con cui ho superato inizialmente la mancanza della dotazione di un cavetto microUSB B maschio/maschio) che in movimento offre un grado di libertà in più potendo lasciare sorgente digitale e amplificatore in due tasche diverse.

Conclusioni

Due ottime macchine. Il FiiO Q1 permette con una spesa limitata di godere anche in mobilità di una resa audio superiore alle tipiche prestazioni offerte dagli smartphone. Il FiiO Q5 invece richiede un investimento economico più importante per una macchina che in fin dei conti non incorpora un lettore integrato; devo dire però che tramite le connessioni digitali ed uno smartphone questa mancanza non si sente affatto. Il modello top è molto versatile dal punto di vista delle interconnessioni di ingresso e uscita e questo lo rende una macchina usabile in mille occasioni anche come DAC per un impianto da tavolo: una caratteristica che, accanto alle prestazioni mostrate, ne giustifica il prezzo.
Mario Richard


Le Misure

La massima estensione di risposta del piccolo Q1 è buona, pari a circa 60 kHz, ed è ottenibile con segnali PCM da almeno 192 kHz di campionamento oppure con il DSD4x (DSD256); in DSD64 e 128 si ottengono rispettivamente 32 e 50 kHz a -3 dB. Il rumore è molto contenuto in presenza di segnali piccoli, tanto che la gamma dinamica supera i 110 dB con ambo i formati di segnale e a tutte le frequenze di campionamento, mentre con segnali modulanti elevati emerge qualche debole spuria che porta la risoluzione equivalente a circa 15,5 bit. Il jitter è molto basso in ambo le componenti, quasi inesistente in quella periodica. L’uscita cuffia è in grado di pilotare anche cuffie da 10 ohm con oltre un volt efficace, con impedenze maggiori il limite sale a circa 1,5 volt ma non per sopraggiunta saturazione, solo perché il guadagno impostato non permette di salire oltre quel valore.
F. Montanucci

Con segnali DSD256 e PCM campionati almeno a 192 kHz il FiiO Q5 consente 90 kHz di banda a -3 dB, un valore tutt’altro che frequente da osservare in un player portatile, ed anche nella condizione peggiore (DSD64) si nota solo una piccola flessione all’estremo udibile (-1,2 dB a 20 kHz). Il rumore per piccoli segnali è molto basso, la gamma dinamica tocca i 114 dB in PCM e sale solo di poche unità in DSD, con variazioni minime tra DSD64 e DSD256; per ampi segnali non cresce eccessivamente e la risoluzione si assesta di conseguenza tra 16,5 e 17,1 bit effettivi. Il jitter periodico è altissimo, pari a svariati nanosecondi sia in PCM che in DSD, perché (come ben si osserva nel grafico riportato, in cui la riga centrale tocca il limite superiore del grafico) esiste una componente di base a pochi Hz e tutte le sue armoniche; ma se si considera solo quello in banda audio, ovvero sopra i 20 Hz, scende a poche centinaia di picosecondi. L’uscita cuffia sbilanciata è piuttosto “robusta”, non satura su 33 ohm (con una tensione massima di 2 volt efficaci) e su 10 ohm eroga ancora 1,5 volt, con una impedenza interna molto bassa.
F. Montanucci


L’ascolto

Le prove di ascolto di entrambi gli apparecchi, FiiO Q1 MK2 e Q5, si sono svolte nell’uso a loro più congeniale, che è quello in movimento, dopo aver sottoposto entrambi a un rodaggio durato circa 200 ore. Le cuffie che ho scelto per questa prova sono la Bose Quietcomfort 35 ii e la Sony MDR 1000X, espressamente progettate per l’ascolto in movimento e quindi partner perfetti per i due apparecchi FiiO. Volendo testare abbinamenti più impegnativi ho utilizzato anche la cuffia magneto-planare HiFiMan HE-1000, collegandola sia in bilanciato, mediante un apposito connettore, sia in sbilanciato ed inserendo il modulo amplificatore opzionale FiiO AM5 dedicato al Q5. Come lettore di file musicali ho utilizzato uno smartphone Samsung Galaxy Note8.

Iniziamo dal Q1 MK2, che si fa apprezzare per le dimensioni particolarmente contenute e per le ottime caratteristiche musicali. La prima cosa che colpisce ascoltando il Q1 è la trasparenza e la capacità di analisi del contesto musicale. L’unità di conversione funziona egregiamente e il suono che è in grado di esprimere non è troppo lontano dal fratello maggiore Q5, almeno dal punto di vista timbrico; la differenza principale tra i due è sicuramente la maggior profondità in gamma bassa del Q5 e la sua maggiore potenza. In ogni caso entrambi gli apparecchi garantiscono una qualità della resa sonora decisamente superiore a quella offerta dalle comuni amplificazioni dei dispositivi portatili, indipendentemente dal tipo di file musicale utilizzato. Con il brano di Fausto Mesolella “Sonatina Improvvisata d’Inizio Estate” si percepisce l’ottima trasparenza di emissione del Q1 con la chitarra perfettamente al centro della scena e ben focalizzata. Sia collegando la cuffia Bose che la Sony si avverte che l’amplificatore lavora ottimamente con entrambe. Bello e realistico il pizzicato delle corde della chitarra con un’ottima capacità di ricostruzione dell’head stage in tutti e tre gli assi. La sensazione di liquidità e di assenza di fatica di ascolto sono elementi che emergono immediatamente, in qualsiasi contesto musicale, e danno la sensazione di avere tra le mani un apparecchio di grande qualità. La distorsione è estremamente contenuta e anche arrivando a fondo scala con il volume non si avvertono cedimenti. Provando a collegare l’HiFiMan HE-1000 all’ingresso in bilanciato, si rimane stupiti dall’ottima capacità del Q1 nel gestire una cuffia non proprio facilissima da pilotare e soprattutto non nata per questi abbinamenti.

La cuffia magneto-planare
HiFiMan HE-1000.

Questo non vuol dire che il Q1 sia il partner ideale per questa cuffia ma dimostra che nonostante la ridotta potenza a disposizione il suono che è in grado di esprimere è sempre molto gradevole e soddisfacente. Passando all’ascolto del FiiO Q5 si avverte una maggiore spinta in gamma bassa e una maggiore profondità dell’emissione sonora. La gamma alta, per entrambi gli apparecchi, è di ottima fattura ma forse con il Q5 si avverte una maggiore ariosità, specie all’ascolto di musica classica e brani strumentali. Con il Q5 si ha una marcia in più nella capacità di pilotaggio; provando a collegare altre cuffie, oltre a quelle citate, di diversa impedenza e sensibilità è sempre in grado di gestirle con discreta disinvoltura. Ascoltando “Villanelle For Our Time” di Leonard Cohen si rimane colpiti dalla timbrica caratteristica di questo straordinario cantante. Le note basse della voce sono perfettamente scandite, quasi scolpite in un sottofondo dove la batteria e l’organo sono ben delineati, accompagnate dalla voce femminile del coro che rende l’insieme molto suggestivo e affascinante.

Il Q5 riesce a dare maggiore incisività, rispetto al Q1, nella ricostruzione tridimensionale della scena sonora, il suono con questo amplificatore sembra “leggermente” più preciso anche nell’analisi del microdettaglio. Sfumature, sicuramente, ma che a volte in base al contesto musicale ascoltato possono fare la differenza. La gamma media, per entrambi gli apparecchi, è molto articolata e particolarmente precisa. Non si avvertono preferenze nella riproduzione delle voci, sia quelle maschili che quelle femminili sono sempre molto precise e realistiche. Anche con il Q5, come avviene con il Q1, si ha la possibilità di connessione in bilanciato, una possibilità che a volte è particolarmente utile, specie se si vuole ottenere qualcosa in più in capacità di pilotaggio. Il Q5 rispetto al Q1 ha inoltre la possibilità di connessione Bluetooth, un particolare che oltre ad essere molto comodo ha una resa sonora pressoché identica al collegamento tramite cavo. Provando a collegare al Q5 il modulo aggiuntivo FiiO AM5 si ottiene una maggiore capacità dinamica e una migliore precisione nella risposta ai transienti, e peccato che in questa configurazione si perda la connessione in bilanciato. Analizzando la durata della batteria per entrambi gli apparecchi non ci sono problemi, le dieci ore di utilizzo continuato sono una garanzia per poter ascoltare musica senza problemi. In definitiva sia il Q1 MK2 che il Q5 sono prodotti ben suonanti, molto simili musicalmente ed in grado di soddisfare gli ascoltatori che esigono il massimo anche nell’ascolto in mobilità, indipendentemente dai gusti musicali.
L. Bianchini


FiiO Q1 MK2 + Q5

Amplificatori/DAC portatili

Distributore per l’Italia: Playstereo di Ventura Gerardo, Via Caravaggio 209, 65125 Pescara. Tel. 085 4718079 www.playstereo.com

Prezzo: Q1 MK2 euro 99,00; Q5 euro 379,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

Q1 MK2

  • Potenza d’uscita: >75 mW (32 ohm, sbil.), >220 mW (32 ohm, bil).
  • THD+N: <0,003% (USB DAC), >0,002% (AUX IN).
  • SNR: >115 dB (AUX IN), >110 dB (USB DAC).
  • Impedenza cuffia: 16-100 ohm sbil., 16-150 ohm bil.
  • Campionamento: PCM fino 384 kHz/32 bit.
  • DSD: fino DSD256.
  • Batteria: 1.800 mAh (>20h AUX IN, >10h USB DAC).
  • Dimensioni: 99x59x12,5 mm.
  • Peso: 101 grammi

Q5

  • Potenza d’uscita: con modulo AM3A >150 mW (32 ohm, sbil.), >400 mW (32 ohm, bil).
  • THD+N: <0,002% (USB DAC), >0,001% (AUX IN). SNR: >115 dB (AUX IN), >115 dB (USB DAC).
  • Impedenza cuffia: 16-150 ohm sbil.; 16-300 ohm bil.
  • Campionamento: PCM fino 384 kHz/32 bit.
  • DSD: fino DSD256.
  • Batteria: 3.800 mAh (>25h AUX IN, >10h Digital IN).
  • Dimensioni: 124x64x 16 mm.
  • Peso: 195 g

Author: redazione

Share This Post On

Submit a Comment