Astell&Kern AK70 MKII

Uno dei digital audio player (DAP) di maggior successo sul mercato è stato recentemente oggetto di un restyling, più di “sostanza” che di forma.

È un mercato ormai maturo quello dei piccoli DAP, i player digitali portatili in grado di restituire, nonostante le loro dimensioni, il meglio dai file musicali in alta risoluzione. In apparecchi davvero tascabili, ricchi in termini di autonomia e di possibilità operative, convive la possibilità di essere abbinati a cuffie di qualità “on the road” e la certezza di poter ottimamente figurare, come più e più volte dimostrato nei nostri laboratori, in impianti domestici ed automotive, nelle loro molteplici funzioni di player, di DAC, di amplificatori per cuffie.

L’Astell&Kern AK70, da noi provato sul numero 384 di AUDIOreview, è stato un vero e proprio fenomeno, ricco di qualità riconosciute dagli appassionati e confermate dal successo in termini di vendite. Interessante dal punto di vista del costo in quanto appartenente alla fascia d’ingresso dei riproduttori del prestigioso costruttore coreano, ma al tempo stesso riccamente dotato di funzionalità ed interessanti prestazioni, l’AK70 ha spostato l’asticella sulle aspettative dei DAP e ne ha sancito il definitivo ingresso nell’olimpo degli apparecchi audiophile. È per questo che ha destato qualche stupore l’annuncio di una revisione del modello che, pur con importanti novità, per continuità di catalogo ha mantenuto la sua sigla originaria con l’aggiunta del suffisso MKII.

Cosa c’è di nuovo?

A ben guardarlo, l’MKII non sembra essere tanto diverso rispetto al suo predecessore. Esteticamente è molto, ma molto simile, con le sue linee squadrate e il suo display verticale, nascosto da una superficie scura che ne mimetizza i bordi quando spento. Due differenze però sono evidenti. La prima è il colore, ora nero, con le superfici metalliche opache e la manopola del volume e delle funzioni con un diverso motivo antiscivolo. La seconda riguarda le dimensioni: in effetti è appena più grande rispetto al predecessore. Per il resto, stesso (e già da qualcuno criticato) coacervo di spigoli vivi a dimostrare un look ormai immediatamente riconoscibile. Anche le connessioni sono pressoché rimaste le stesse. Sulla parte superiore sono presenti due prese jack, da 3,5 mm per la cuffia e da 2,5 mm a quattro poli per l’uscita bilanciata, accanto al pulsante di accensione.

Da notare il raddoppio del livello d’uscita del segnale sull’uscita bilanciata, ora 4 VRMS per meglio pilotare molti dispositivi esterni. Sul bordo laterale, contrapposto rispetto a quello che ospita la manopola del volume, sono presenti tre tasti per la movimentazione rapida dei brani e per il play/pausa e lo slot dedicato a card in formato microSD, dalla massima capacità compatibile dichiarata in 256 Gbyte, praticamente un hard disk. Inferiormente una presa USB in formato Micro-B con il compito non solo di ricaricare la batteria interna ma anche di permettere all’AK70 MKII di fungere sia da player, con il collegamento ad un DAC esterno, sia da DAC per dispositivi connessi via USB.

A proposito di batterie, la casa costruttrice dichiara un incremento di capacità della batteria a fronte di un piccolo aumento di consumo nelle sue funzionalità più “spinte”, per permettere un’autonomia globalmente simile al predecessore.
Alle poche differenze estetiche si contrappongono numerose, e rilevanti, differenze interne. A partire dalla sezione di conversione, oggi caratterizzata dall’impiego di due diversi chip della Cirrus Logic, del tipo CS4398, che porta l’AK70 MKII ad essere il primo DAP di questa fascia di prezzo a vantare la caratteristica denominata “dual DAC”, ovvero la completa indipendenza della conversione tra il segnale del canale destro e quello del canale sinistro con conseguente atteso aumento della separazione tra i canali.

Funzionalità

Tutte le funzioni dell’AK70 MKII si attivano attraverso l’uso del touch in abbinamento allo schermo AMOLED da 3,3 pollici. È impossibile non lodare la particolare brillantezza di questo schermo, indispensabile per visualizzare l’enorme mole di informazioni che un player deve fornire. Il sistema operativo dell’AK70 MKII è infatti basato su Android e la sequenza di controlli, analoghi a quelli di qualsiasi smartphone Android, è particolarmente intuitiva. Unico neo è la dimensione della tastiera quando occorre inserire termini e password di accesso: anche con dita non troppo grosse si fa fatica a digitare le giuste cifre.

Tra i pochi controlli dell’AK70 MKII, tre pulsanti permettono di movimentare i brani e di avviare e fermare la riproduzione. Utile, ad esempio, con il riproduttore in tasca. Sullo stesso lato lo slot per l’SD Card. Sul fondo la connessione USB.

La principale possibilità di ascolto con l’AK70 MKII è senz’altro quella di sfruttare la memoria interna, da ben 64 Gbyte, che permette lo storage di un buon numero di brani, anche in alta risoluzione. Esistono tuttavia numerosi altri modi per ascoltare musica, a partire dallo sfruttamento di SD Card da inserire nell’apposito slot. Il dispositivo può connettersi in wi-fi a reti locali e configurarsi come periferica DLNA agendo sia da player che da storage. Ciò vuol dire poter ascoltare i brani in esso memorizzati con altri dispositivi di rete ma anche e soprattutto poter riprodurre attraverso i suoi circuiti i brani contenuti negli storage che nella rete vengono indirizzati. Altra possibilità è offerta dalla connettività Bluetooth. È possibile connettere il nostro lettore con dispositivi Bluetooth esterni (anche tramite l’alta qualità – per gli standard Bluetooth – del protocollo aptX HD) ed effettuare streaming da e verso dispositivi esterni, come diffusori o, volendo, autoradio.

Essere connessi in rete permette, però, l’incremento di possibilità quando la rete locale può affacciarsi verso il mondo di Internet. Ciò consente al piccolo AK70 MKII di potersi connettere al mondo esterno tramite una delle app che vengono visualizzate nel menù “store”. Due sono le app oggi disponibili e riguardano “groovers+”, un servizio di vendita brani in HD anche DSD ed il famoso quanto famigerato Tidal, che richiede un login, almeno solo inizialmente, per poter sfruttare anche un accesso gratuito, in grado di offrire musica a qualità limitata. Con l’abbonamento premium è possibile accedere anche a brani in alta qualità mentre il piccolo AK70 MKII non dispone della decodifica MQA, quindi, semplicemente, ne fa a meno.

Sulla parte superiore sono presenti il tasto di accensione e due jack: da 3,5 millimetri per l’uscita cuffia, da 2,5 millimetri, 4 poli, per l’uscita linea bilanciata con segnale a 4 V.

La schermata con il menù principale a cui si accede tramite il tasto home, “invisibile”, un’area touch posta alla base del display.

Durante la riproduzione vengono visualizzate molte informazioni relative all’incisione.

Connesso ad un computer via USB, può funzionare da DAC esterno. Per gli utenti di computer Mac è consigliato scaricare un programma MTP (Media Transfer Protocol) che aiuta a trasferire file nella memoria interna del dispositivo portatile. Un ulteriore programma denominato “MQS” è disponibile per l’ascolto di brani in streaming sulla stessa rete. È interessante poi notare come sia possibile passare attraverso uno smartphone per ottenere funzionalità analoghe via tethering. Un’app (denominata “AK Connect”) presente sugli store di Apple e Android permette al telefono di fare da player DLNA anche per i contenuti dell’AK70 MKII.

L’apparecchio può riprodurre praticamente tutti i file audio, compresi i formati più rari. In termini di risoluzione, la sua capacità arriva a file PCM con frequenza massima di campionamento uguale a 192 kHz e profondità 24 bit. Formati superiori, seppur letti, vengono ricampionati verso la massima frequenza compatibile mentre sull’uscita digitale tutti vengono comunque riportati in formati “più convenienti” in PCM (ad esempio il 384 kHz viene convertito in 192 kHz, mentre il 352 in 176), compresi i DSD che vengono sempre convertiti (via DSD-to-PCM) per essere riprodotti internamente o, usando un apposito cavetto OTG e dopo una conversione DoP (o DtP a scelta), tramite l’uscita USB.

Uso e ascolto

Non è difficile entrare in sintonia con il piccolo A&K. È un oggetto che offre sin da subito una buona confidenza a chi si accontenta di un display luminoso e di grande qualità ma con caratteri davvero minuscoli. L’interfaccia utente è pressoché la stessa di quella del suo predecessore, con una schermata principale che mostra la cover del brano in esecuzione in alto e le icone per la movimentazione nella parte bassa del display touch. Alla schermata principale si può tornare anche premendo un “invisibile” tasto home virtualmente posizionato nella parte bassa della cornice scura, sotto il display, zona comunque sensibile al tocco.

La schermata principale è completa di ogni dettaglio, dal formato alla frequenza di campionamento, dal titolo del brano all’esecutore, dalla traccia al tempo trascorso, a parte l’indicazione del tipo di file da cercare attraverso la funzione “i” che mostra tutte le caratteristiche del brano in esecuzione, sebbene sovrapposte alla cover. Con un menù a tendina (si ottiene scorrendo dall’alto verso il basso) si accede a tutte le funzionalità del dispositivo, dal wi-fi e Bluetooth alle funzionalità relative all’uscita USB (per scambio dati o per in/out audio digitale) e all’uscita Linea, per il collegamento a dispositivi wireless o per attivare un equalizzatore dalle curve personalizzabili, per il collegamento con uno smartphone tramite AK Connect o per la riproduzione gapless dei brani.

Sebbene simile come schermata, l’ascolto di brani da Tidal è privo di molte indicazioni.

L’app di Tidal offre numerose possibilità per la ricerca di brani, compresi ogni tipo di playlist e di suggerimenti.

Non è difficile navigare tra cartelle e brani, grazie ad un’intuitiva interfaccia utente, così come non è complicato giungere a Tidal dopo aver (questo sì più complesso, visti i caratteri minuscoli) inserito le proprie credenziali. A proposito di Tidal, è estremamente interessante avere a disposizione tutti i brani di questo particolare servizio di streaming e, sinceramente, dell’MQA non ho sentito la necessità.

Ho trascorso diverso tempo con l’AK70 MKII e cambiato varie cuffie, dalle intraurali Focal fino a ben più impegnative circumaurali Beyerdynamic da studio. La sensazione è stata quella di un’estrema raffinatezza nella riproduzione del messaggio sonoro con ogni genere di musica. Una riproduzione dotata di estrema precisione e di un’imperturbabilità tale da farmi chiedere se le sue prestazioni potessero essere in qualche modo paragonate a quelle di un buon ascolto “monitor”. Una sensazione di elevata qualità che ben ricordavo riguardo la prima versione, troppo lontana nel tempo per un confronto dettagliato ma ben presente nella memoria come sensazione di grande sicurezza e intensità. Nell’uso come DAC, abbinato ad un Mac (ottima la capacità di interfacciamento, tuttavia necessita del programmino per il controllo dei brani) il piccolo A&K riesce a stupire ancora di più per le sue capacità di offrire un suono preciso e dettagliato, con un messaggio sonoro reso con naturalezza, trasparenza ma senza rinunciare alla giusta dose di dinamica o di energia. Ascoltare il pianoforte in una cuffia o con un buon sistema è davvero gratificante mentre la sensazione di trasparenza e coerenza su tutta la gamma, sulle voci ricche di corpo o su ottoni, travolgenti, è davvero dominante.

Scorrendo “a tendina” dall’alto, ecco il menù riassuntivo delle impostazioni possibili. Da qui le funzioni si attivano o disattivano. Un ulteriore menù permette di effettuare i setup di ognuna di esse.

Un interessante ed efficace equalizzatore può essere programmato per un ascolto personalizzato.

Una nota per l’autonomia. Sebbene duri molto a lungo, la batteria non è universale. Delle notifiche appaiono (fermando la riproduzione) quando la carica sta per esaurirsi e la ricarica, specie se fatta durante la sincronizzazione con il computer, non è esattamente velocissima.

Conclusioni

Rimasta praticamente immutata, a meno di qualche correzione del firmware, l’oggettiva qualità dell’interfaccia utente, così come altri fattori quali funzionalità e dotazioni, con la versione MKII il piccolo AK70 guadagna un ulteriore step di merito nella sezione conversione, che poi è quella che determina “il suono” di quest’oggetto. Un guadagno che lo porta ancora più su in termini di qualità dell’ascolto, in cuffia ma anche come riproduttore per impianti hi-fi o DAC per computer. Lo scotto da pagare per una riprogettazione completa della sezione e l’uso di un doppio DAC dalle prestazioni più che brillanti è uno step più su anche nel prezzo, che sale un po’ più in alto ma che rimane ancora perfettamente allineato alle capacità del piccolo, ma straordinariamente accattivante, Astell&Kern.
Rocco Patriarca


Le Misure

Già in passato abbiamo constatato come Astell&Kern rappresenti una solida certezza in termini di prestazioni pure, una realtà confermata da questa seconda generazione di AK70. La risoluzione integrale si conferma superiore a 18 bit effettivi e tocca un rimarchevole picco in DSD, con ben 18,4 bit (superiore al precedente), mentre la gamma dinamica rimane sui 114 dB, valore comunque non comune da riscontrare anche in un DAC casalingo. La risposta in frequenza è molto simile al modello precedente e quindi raggiunge i 90 kHz con segnali PCM da almeno 192 kHz, anche se in DSD è meno ampia (-2 dB a 21/41 kHz DSD64/DSD128) mentre il jitter – già buono prima – migliora sensibilmente, raggiungendo valori davvero ridottissimi in tutte le componenti. I parametri di interfacciamento sono sempre corretti. Solo il massimo livello sull’uscita cuffia non è particolarmente elevato, poco meno di un volt efficace su 33 ohm, ma se la cuffia non è a bassa sensibilità è sufficiente anche per ascoltare a volume elevato.
F. Montanucci


Astell&Kern AK70 MKII

Digital Audio Player

Distributore per l’Italia: Audiogamma, Via Pietro Calvi 16, 20129 Milano. Tel. 02 55181610 – Fax 02 55181961 www.audiogamma.it
Prezzo IVA inclusa: euro 799,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Risposta in frequenza: ±0,075 dB÷±0,011 dB per 20 Hz-20 kHz, sbilanciato; ±0,09 dB per 20 Hz-20 kHz sbilanciato.
  • Rapporto segnale/rumore: 118 dB @ 1 kHz sbilanciato, 119 dB @ 1 kHz bilanciato.
  • Crosstalk: 136 dB @ 1 kHz sbilanciato, 138 dB @ 1 kHz bilanciato.
  • THD+N: 0,0005% @ 1 kHz, sbilanciato, 0,0005% @ 1 kHz, bilanciato.
  • IMD SMPTE: 0,0007% 800 Hz-10 kHz (4:1) sbilanciato, 0,0006% 800 Hz-10 kHz (4:1) bilanciato.
  • Wi-Fi: 802.11 b/g/n (2,4 GHz).
  • Bluetooth: V4.0 (A2DP, AVRCP, aptX, aptX HD).
  • Display: 3,3 pollici WVGA (480×800).
  • Livello d’uscita: 2 Vrms sbilanciato; 4 Vrms bilanciato (condizione no load).
  • File riproducibili: WAV, FLAC, WMA, MP3, OGG, APE, AAC, ALAC, AIFF, DFF, DSF.
  • Memoria interna: 64 GB.
  • Capacità batteria: 2,500 mAh polimeri di litio, 3,7 V.
  • Dimensioni: 62,8×96,8×15,2 mm.
  • Peso: 150 g

Author: redazione

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