Riva WAND Festival

La definizione di altoparlante wireless, categoria alla quale il Festival formalmente appartiene, va un tantino stretta a questo apparecchio dalle tante funzionalità, non foss’altro per il fatto che di altoparlanti ne monta ben dieci…

 

WAND, ovvero Wireless Audio Network Design. Non mi avventuro in una traduzione che, per quanto semplice, finirebbe con banalizzare una espressione che nella versione anglofona possiede una non trascurabile potenza evocativa. Ma non è solo aria fritta… La serie WAND di Riva, costruttore statunitense il cui fondatore può vantare un considerevole background nella realizzazione di sistemi di sonorizzazione professionale, è composta da due modelli, il Festival in prova ed il più piccolo Arena, che sono davvero molto di più di speaker wireless. Possono essere utilizzati per comporre un sistema multiroom wireless, possono comunicare tra loro in un network anche in assenza di una rete wireless esterna e sono progettualmente molto sofisticati.

 

Le caratteristiche e i controlli

Sul retro dell’apparecchio, al di sotto dell’alettatura del dissipatore dell’amplificazione, sono presenti gli ingressi (analogico, digitale ottico e USB), e un selettore per passare dalla normale modalità basata su una rete wireless esterna a quella autonoma, che non necessita di nessuna rete esterna.

La caratteristica progettuale che più salta all’occhio, anche se da fuori non si vede, è la presenza di ben 10 trasduttori. Tre midwoofer da 10 centimetri e tre tweeter a cupola da 10 millimetri sono collocati a coppie sul pannello frontale e sui due pannelli laterali. I quattro radiatori passivi, sempre da 10 cm, sono equiripartiti frontalmente e posteriormente. Si tratta di trasduttori realizzati su specifiche e ogni driver attivo è asservito ad un amplificatore indipendente, da 40 W per la gamma bassa e da 10 W sui tweeter. Un DSP provvede all’ottimizzazione della resa, e l’utilizzatore può scegliere tra tre modalità di funzionamento. Di default c’è la Trillium, coperta da brevetto, che esalta la spazialità e la stereofonia; c’è poi la Power, che massimizza il livello acustico. Infine è possibile utilizzare una coppia di Festival in modalità stereo, assegnando un canale a ciascun diffusore.

La casa raccomanda, per l’ottenimento del miglior risultato (“best”) il posizionamento in un angolo. A ridosso di una parete il risultato è “excellent” , mentre al centro dell’ambiente, lontano dalle pareti, la performance è “really good”. Per poter utilizzare l’apparecchio non si può prescindere dall’uso di una app, disponibile per Android e iOS, con pieno supporto ad AirPlay. Difficile chiedere di più in quanto a connettività. Per i propri contenuti grazie al client DLNA è possibile utilizzare qualunque app compatibile oltre a quella della casa. E in quanto client DLNA viene visto come renderer anche Windows Media Player. Inoltre l’apparecchio incorpora sia Chromecast che Spotify. E c’è infine il Bluetooth. Il Festival dispone poi di tre 3 ingressi audio: uno analogico mini-jack, uno digitale ottico ed una porta USB, idonea anche alla ricarica dei dispositivi connessi.

Da segnalare il fatto che questo speaker può funzionare anche in assenza di una rete wireless esterna, situazione che si potrebbe verificare ad esempio all’aperto lontano dal router. Sul retro è presente un selettore per attivare questa modalità di funzionamento definita “Away mode”, dove i contenuti riprodotti sono presenti o sul telefonino o su una memoria USB. Il livello costruttivo di questo sofisticato speaker è davvero notevole. La quasi totalità del rivestimento esterno consiste in una griglia metallica forata, perfettamente curvata a seguire il profilo dei pannelli superiore e inferiore, morbidamente stondati e laccati (a scelta in nero o bianco). Tra questi due elementi c’è un profilo metallico satinato. L’elevata qualità complessiva si percepisce sia visivamente che tattilmente.

In assenza di display è praticamente indispensabile ricorrere allo smartphone e i tasti presenti al centro del pannello superiore servono praticamente solo per le operazioni basiche. La fascia che circonda il tasto centrale può assumere sette colori diversi a seconda dell’ingresso selezionato o della modalità di funzionamento.

L’ascolto

Appare chiaro fin dai primi istanti di ascolto che il Riva Festival ha una sua spiccata personalità sonora. Si rimane immediatamente colpiti dall’imponenza della voce del diffusore, che non è piccolissimo, e che pervade l’ambiente con un suono corposo e avvolgente, dotato di quella fisicità che si ritrova solo nei sistemi tradizionali e non certo negli “altoparlanti” wireless. La timbrica è morbida e nemmeno le tracce più aspre riescono a generare il fastidio che solitamente producono ai livelli di ascolto più sostenuti. Per fortuna (o per bravura di Riva…) dietro a questa voce calda non si nascondono i dettagli, che emergono con chiarezza anche se non con argentina lucidità.

La gamma bassa è non solo presente in quantità ma è anche molto ben articolata; si riescono a percepire nitidamente quelle sfumature, quelle variazioni, quelle intonazioni che i sistemi di piccolo litraggio e minor finezza tendono ad uniformare, ad amalgamare e confondere. Altro punto forte sono le voci, riprodotte con gran garbo e credibilità, grazie anche alla totale assenza di spigolosità nella riproposizione del messaggio sonoro. Anche se l’impostazione della resa del Riva Festival ha incontrato il mio gusto personale, non sarebbe stato fuori luogo un controllo di tono, che nella app non sono riuscito a trovare, per accontentare anche chi dovesse prediligere una risposta un pochino più asciutta in basso e aperta in alto.

Sebbene la casa decanti le doti di spazialità e capacità di restituzione della stereofonia della tecnologia, dal Festival non emerge un realistico fronte sonoro come quello riprodotto da un sistema tradizionale. Invece la spazialità è notevole, c’è molta ariosità, un vapore sonoro diffuso in ambiente, dove si può restare immersi senza però riuscire a distinguere nettamente le diverse provenienze delle singole componenti. Avendo a diposizione un solo esemplare del prodotto non abbiamo potuto sperimentare la resa in modalità stereo, comunque possibile. La app in dotazione come anche le altre utilizzate (Bubble UPnP), hanno funzionato quasi sempre con fluidità mentre con Windows Media Player l’apparecchio non sempre ha risposto con immediatezza.

Dalla schermata principale della app si può selezionare la sorgente e gestire le funzionalità multiroom. La grafica è molto chiara.

La ricerca dei contenuti si giova di molte opzioni di personalizzazione, sia per la grafica di presentazione sia per l’ordinamento.

Conclusioni

Difficile provare un apparecchio come questo Riva WAND Festival e non trovarsi a pensare a come starebbe bene nel salone di casa. Ma per tirare le somme non si può e non si deve prescindere dal prezzo, che per uno “speaker wireless” non è certo contenuto, anche se abbiamo detto che siamo di fronte a ben più di questo. Entriamo però in una fascia di mercato ove ci si scontra non solo con oggetti di qualità elevata, quale il Riva Festival sicuramente è, ma anche con “blasoni” coi quali non è facile mettersi in competizione. Certo è che se ci si è messi alla ricerca di uno speaker di pregio, sotto tutti i punti di vista, il Riva Festival non può non essere inserito nella rosa dei candidati.

Mario Mollo


Riva WAND Festival

Altoparlante wireless multiroom stereo

  • Distributore per l’Italia: HiFight Srl, Via Enrico Fermi 20/2, 35030 Rubano (PD). Tel. 0497450108 – www.hifight.it
  • Prezzo: euro 549,00
Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Altoparlanti: 3 woofer da 10 cm ADXTM, 3 tweeter da 19 mm ADXTM, 4 radiatori passivi da 10 cm.
  • Potenza amplificazione: 3×40 W, 3×10 W, 20 Hz-50 kHz ±1 dB, THD <0,25%, 200 W totali di picco.
  • Risposta in frequenza: 38 Hz-25 kHz.
  • SPL max: 106 dB.
  • Risoluzione: 24 bit/192 kHz.
  • Ingressi: 1 mini-jack 3,5 mm, 1 digitale ottico, 1 porta USB.
  • Range Bluetooth: 10 m.
  • Codec audio: MP3, ALAC, APE, FLAC, FLAC HD, HLS, WMA Streaming, RTSP, PCM/WAV.
  • Dimensioni (LxAxP): 365x200x180 mm.
  • Peso: 6,44 kg

Author: redazione

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