Bowers & Wilkins PX

La prima cuffia wireless con cancellazione del rumore del costruttore inglese unisce praticità e musicalità.

La famiglia delle cuffie della Bowers & Wilkins si è recentemente ampliata con l’arrivo della PX, una cuffia chiusa che unisce alla connettività wireless Bluetooth la funzione di cancellazione del rumore. La PX unisce prestazioni audio di fascia alta alla funzionalità ed alla praticità tipiche di prodotti dell’era “connessa”. La qualità musicale è derivata dall’ammiraglia P9. I trasduttori impiegati, da 40 mm, come nella P9 sono montati all’interno dei padiglioni con una particolare angolazione, per ottenere una ricostruzione spaziale più naturale.

Il segnale in ingresso viene ricampionato a 768 kHz/24 bit; anche la connessione Bluetooth è a 24 bit, giovandosi dello standard aptX HD. La PX consente l’abbinamento con un massimo di 8 dispositivi, due dei quali simultanei. Grazie a questa caratteristica è possibile mantenere attivo il collegamento con lo smartphone per rispondere alle chiamate anche quando si sta utilizzando una sorgente diversa. Oltre alla connessione wireless, la PX offre un ingresso analogico mini-jack, ma è possibile l’ascolto in digitale da PC anche tramite la porta USB, che serve pure per la ricarica e l’aggiornamento del firmware (possibile comunque anche in wireless).

La connessione analogica e quella Bluetooth hanno la precedenza su quella USB; l’audio USB si interrompe quando si collega un’altra sorgente, mentre la ricarica prosegue regolarmente. I tasti collocati sul padiglione destro servono a controllare il volume, ad avviare e mettere in pausa la riproduzione (con esclusione dell’ingresso analogico) e a gestire il telefono eventualmente connesso in Bluetooth. Il tasto di accensione/spegnimento, a scorrimento, si utilizza anche per il pairing Bluetooth, mentre un altro pulsante attiva e spegne la cancellazione del rumore.

In dotazione alla PX vengono forniti una custodia morbida per il trasporto e due cavetti, quello audio mini-jack e quello di ricarica USB (che può essere usato anche per effettuare gli aggiornamenti del firmware).

Per questa funzione sono disponibili tre diverse modalità, aereo, città ed ufficio, ad azione decrescente. La prima è quella più efficace, la terza la più blanda. Non sempre infatti è bene isolarsi del tutto dal mondo esterno; mentre facciamo attività sportiva all’aperto, ad esempio, è importante essere consapevoli di quello che ci accade intorno. In ogni caso, grazie all’esclusiva funzione “pass-through vocale”, è possibile determinare la quantità di suoni in ambiente che il processore deve lasciare passare. In questo modo l’utilizzo della cancellazione del rumore sarà non solo sicuro, ma ci consentirà di rimanere in contatto con l’ambiente nel modo voluto, permettendoci di svolgere al meglio le nostre attività. Ma non è questa l’unica caratteristica a differenziare la PX da altri prodotti simili.

La cuffia infatti dispone di sensori che rilevano se e come è indossata, automatizzando la messa in pausa e l’attivazione dello stand-by. Basta infatti sollevare un auricolare o abbassare la cuffia sul collo affinché si blocchi la riproduzione, che riparte quando torna in posizione. Se invece viene poggiata sul tavolo andrà in stand-by anche se dovesse essere presente un segnale in ingresso. L’attivazione e la regolazione di queste funzionalità aggiuntive avviene tramite una app disponibile per le piattaforme iOS e Android. La dotazione dell’apparecchio comprende due cavetti (uno audio terminato con mini-jack ed uno USB per la ricarica e per la connessione al PC) ed una custodia morbida in tessuto per il trasporto; i padiglioni della PX possono ruotare di 90 gradi, limitando per quanto possibile l’ingombro. Anche stavolta il costruttore inglese ha saputo proporre un prodotto originale e innovativo, in grado di combinare prestazioni e facilità d’uso.

La prova sul campo

Invero di campi, ove mettere alla prova la nuova PX, ce ne sono stati diversi. L’abbiamo ascoltata via cavo sul divano della nostra sala, collegata sia direttamente all’uscita presente sulla sorgente, sia passando attraverso un ampli/DAC per cuffia di fascia alta. E l’abbiamo ascoltata in mobilità, sia in wireless che via cavo, in abbinamento ad uno smart-phone e ad un player portatile in alta definizione. L’ho portata in treno, in metropolitana e a passeggio per le vie di una città in attesa di una primavera che, al momento della prova, probabilmente doveva essere in viaggio lungo la Salerno-Reggio Calabria.

Prima ancora di indossarla, della PX si percepisce, maneggiandola, la cura costruttiva. La sensazione è quella di un oggetto robusto, che non corre il rischio di soccombere alle disattenzioni di un viaggiatore frettoloso, di non essere un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro dentro il bagaglio a mano stipato con portatile, fotocamera, riviste, alimentatori e tutte le altre amenità con le quali, nel mio caso, si affrontano gli usuali spostamenti di lavoro. Contribuisce a questa sensazione di solidità anche la quasi totale assenza di elementi in plastica a vista, coperti da un rivestimento in tessuto dalla trama grezza.

Controlli e connessioni si trovano sul padiglione destro. I due tasti per la regolazione del volume sono separati da quello per la pausa di riproduzione (che permette anche di rispondere alle chiamate telefoniche, a chiuderle e a rifiutarle); c’è poi il tasto per l’attivazione della cancellazione del rumore ed infine quello a scorrimento per l’accensione/spegnimento che, se premuto, avvia il pairing Bluetooth. Un piccolo LED si colora diversamente a seconda dell’operazione in esecuzione.

La versione che ci è stata fornita per la prova è la “soft gold”, che abbina le tinte dorato/bronzee delle parti in metallo al blu di quelle ricoperte in tessuto, blu sulla cui tonalità molto si è discusso in redazione, ove, dopo ampie ed approfondite consultazioni, abbiamo raggiunto un accordo programmatico abbracciando la non unanime conclusione che trattasi di “blu di prussia notturno”. Anche questo particolare cromatismo concorre a conferire alla cuffia la sua aura di “nobiltà”, risultando in un piacevolissimo mix di fascino classico e accattivante modernità. L’altra variante disponibile, la “space grey”, utilizza per le parti metalliche una colorazione simile a quelle in tessuto, con minore “stacco” cromatico. La sana e robusta costituzione della PX si avverte anche nel momento in cui la si indossa. La giusta pressione esercitata dall’archetto si scarica attraverso cuscinetti che avrei preferito un tantino più soffici e magari anche un po’ più ampi. Non è la cuffia più carezzevole che abbia provato ma, nonostante l’approccio vigoroso, il suo abbraccio alla testa non risulta troppo affaticante nemmeno dopo un ascolto prolungato.

Colpisce subito l’elevata sensazione di isolamento offerta, al punto che in contesti non particolarmente rumorosi si può addirittura evitare il ricorso alla cancellazione del rumore. Inoltre la buona aderenza al capo consente di muoversi liberamente senza correre il rischio di perdersi la cuffia per strada; non la ritengo adatta ad attività sportive intense, ma suppongo si possa usare tranquillamente in bicicletta o per una corsa leggera. Eviterei lo skateboard. La regolazione continua dell’estensione dell’archetto permette di adattarla alla perfezione alla propria taglia, anche se occorrerà verificare di tanto in tanto che non si perda la simmetria tra padiglione destro e sinistro. Dal punto di vista sonico, la PX ha esibito una resa caratterizzata da notevole estensione della risposta e lucidità timbrica. La gamma bassa non appare per nulla sottodimensionata rispetto all’estremo superiore, ben rifinito, veloce, ma sempre equilibrato.

Non c’è fatica d’ascolto, anche a volumi sostenuti; la pressione acustica ottenibile è abbastanza elevata, la dinamica è rispettosa del contenuto ma, direi fortunatamente, senza arrivare a livelli che potrebbero risultare alla lunga pericolosi. La cancellazione del rumore fornisce risultati molto validi. Innanzitutto non si avverte nessuna alterazione timbrica e si riesce a mantenere, quando voluto, una elevata consapevolezza delle attività circostanti, mettendoci al riparo dal rischio di incidenti dovuti alla mancata percezione di un pericolo incombente. La modalità aereo non elimina il rumore di sottofondo al 100%, ma nemmeno ci trasporta in un contesto di innaturale silenzio che alla lunga finisce per essere più fastidioso del poco rumore che è sempre logico attendersi in aereo o in treno. Anche la modalità ufficio è ben studiata; naturalmente funziona al meglio quando si ascolta a livelli bassi, altrimenti la musica soverchierebbe il parlato in ogni caso. La cuffia fa sparire il ronzio del condizionatore ma consente di percepire le conversazioni.

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3- Il pieno controllo delle funzionalità della Bowers & Wilkins PX si ha solo attraverso la app per iOS e Android. La app consente di attivare e selezionare la modalità di cancellazione del rumore idonea tra le tre disponibili (1) e di attivare o meno le funzioni di rilevamento automatico delle condizioni di uso e di regolarne la sensibilità (2), oltre a contenere il manuale d’uso (3).

Anche se magari qualche parola può sfuggire, non c’è assolutamente il rischio che i nostri colleghi debbano alzare il tono di voce per avviare una conversazione. Nell’utilizzo durante le chiamate telefoniche, l’interlocutore ci riceve con ottima chiarezza, anche se i microfoni della cuffia sono posizionati sulla parte superiore dei padiglioni, quindi piuttosto lontani dalla bocca. Il controllo del volume non è attivo nel funzionamento via cavo e la cuffia deve rimanere sempre accesa anche nel caso di cancellazione del rumore disattivata. L’autonomia pertanto non è infinita e prima o poi ci si dovrà connettere ad una presa per la ricarica anche se non si usano né il wireless né la cancellazione del rumore.

Tranquilli, la batteria della PX permette di utilizzare l’apparecchio senza doverlo ricaricare per un tempo che eccede abbondantemente ogni esigenza del mondo civile; certo, se viaggiate a piedi nel deserto e siete sprovvisti di caricabatteria fotovoltaico, potreste trovarvi a corto di musica, sempreché non vi spegniate prima voi… I sensori incorporati fanno il lavoro molto efficacemente; basta sollevare un padiglione o abbassare la cuffia sul collo per mettere in pausa la riproduzione (solo via Bluetooth), che sempre in autonomia riprende quando la cuffia viene di nuovo indossata. Un prodotto che nell’uso si è dimostrato davvero ben concepito.

Conclusioni

La PX è la prima cuffia della casa ad offrire la cancellazione del rumore e, sebbene rappresenti l’esordio di B&W in questo campo, arriva come un prodotto perfettamente maturo, completo e funzionale, che ben si distingue tra gli apparecchi con caratteristiche simili. Ci sono almeno due modi in cui si potrebbe inquadrarla: una cuffia di fascia medio-alta per un utilizzo domestico classico, tramite cavo, le cui funzionalità aggiuntive (Bluetooth e cancellazione del rumore) possono essere sfruttate all’occorrenza in tante circostanze particolari, sia in casa che fuori. Oppure come lussuosa cuffia per l’uso prevalente in mobilità, escluso quello sportivo estremo; il Bluetooth ma soprattutto la cancellazione del rumoreverrebbero sfruttati per esaltare le già ottime prestazioni audio dell’apparecchio. In ogni caso il prezzo ben si sposa con la qualità del prodotto, sia dal punto funzionale che da quello puramente audio.
Mario Mollo


Bowers & Wilkins PX

Cuffia wireless con cancellazione del rumore

Distributore per l’Italia: Audiogamma spa, Via Pietro Calvi 16, 20129 Milano. Tel. 02 55181610 – www.audiogamma.it
Prezzo: euro 399,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Tipo: sovraurale chiusa.
  • Altoparlanti: trasduttori circolari dinamici da 40 mm.
  • Risposta in frequenza: 10 Hz-20 kHz.
  • Impedenza: 22 ohm (modalità passiva).
  • Ingressi: jack 3,5 mm, USB tipo C (per ricarica e aggiornamento firmware).
  • Distorsione armonica totale: <0,3% (1 kHz, 10 mW).
  • Batteria: 850 mAh ai polimeri di litio.
  • Autonomia: 22 ore (Bluetooth + cancellazione rumore), 29 ore (Bluetooth), 33 ore (cavo + cancellazione), 55 ore (cavo).
  • Peso: 335 g

Author: redazione

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