Yamaha RX-A1070

RX-A1070 è l’aggiornatissimo sintoamplificatore di Yamaha, posizionato sul gradino più basso del podio virtuale della rinnovata linea Aventage. La compatibilità con le ultime codifiche immersive Dolby Atmos e DTS:X, le possibilità di elaborazione digitale dell’audio offerte dal DSP HD3, l’amplificazione su 7 canali più 2 uscite subwoofer, il sintonizzatore DAB+ e il supporto video 4K in HDR10, Dolby Vision e HLG (gli ultimi due con un aggiornamento del firmware previsto prossimamente) sono le principali novità di quest’anno. Qualità anche nella pura riproduzione stereofonica, grazie alla sezione DAC dotata di chip ESS che consente di esprimere il meglio dei contenuti musicali liquidi.

Questo sintoamplificatore è un apparecchio piuttosto massiccio, il peso di quasi 15 kg depone a favore di una buona stabilità sulla superficie di appoggio, migliorata da piedini ad alta densità più rigidi che in passato e dal quinto piedino centrale per la dispersione delle vibrazioni provenienti da alimentazione ed altri componenti. La disposizione della sezione frontale, in alluminio spazzolato, è quella classica degli apparecchi Yamaha: pulsante di accensione/stand-by a sinistra, due manopole laterali, a sinistra per la selezione dell’ingresso e a destra, più grande, per l’impostazione del volume di ascolto, con al centro l’ampio display informativo a fosfori bianchi e uno sportello metallico sotto al quale sono nascosti alcuni tasti per intervenire sulle impostazioni senza impiegare il telecomando, come ad esempio le scene preconfigurate o la zona, il commutatore per l’ascolto della radio analogica oppure di quella digitale, la porta USB con uscita 5 V/1 A che permette di collegare memorie flash e dispositivi Apple, la presa per il microfono di calibrazione YPAO, l’attacco per le cuffie con jack da 6,35 mm, e un ingresso ausiliario stereo e HDMI.

Sul frontale in corrispondenza del controllo di volume c’è un pulsante per l’attivazione della modalità Pure Direct, che interrompe il flusso video in uscita. La dotazione di connessioni sul retro è piuttosto variegata, a partire da 7 ingressi HDMI con HDCP 2.2, una coppia di ingressi component YbPbPr e quattro videocomposito; le uscite video sono due, esclusivamente in HDMI e HDCP 2.2, di cui una compatibile ARC. A fianco della fila di prese HDMI c’è la porta ethernet per il collegamento in rete locale e il connettore SMA per la piccola antenna Wi-Fi omnidirezionale. Non mancano 8 ingressi audio stereo, di cui uno per giradischi, e 6 ingressi digitali (3 Toslink e 3 coassiali), al di sotto dei quali si trova il connettore a vite per l’antenna radio FM/DAB+. Il sistema è provvisto di uscite preamplificate per la Zona 2 e per i canali Home Theater, con doppio subwoofer.

Sono disponibili uscite trigger e le interfacce per il controllo remoto su jack da 3,5 mm e una porta RS-232C. Sulla destra la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione, che può essere sostituito. Nella parte bassa del retro le boccole a vite per il collegamento dei cavi di potenza spellati oppure dotati di connettori a banana. Le uscite di potenza dei canali per il surround posteriore e per la presenza anteriore possono essere utilizzati per sonorizzare una seconda zona oppure per la biamplificazione dei canali frontali principali.

La “ciclistica” è di classe: l’appartenenza di questo sintoamplificatore alla serie Aventage si manifesta attraverso una progettazione di alto livello che prevede l’utilizzo di componenti selezionati, un telaio rigido configurato con amplificazione simmetrica ed isolamento dei canali frontali per incrementare separazione e rapporto segnale/rumore, il trasformatore posto nel mezzo ed una barra di rinforzo ad “H”, in cui la struttura sfrutta la tecnologia antirisonanza A.R.T. di Yamaha. Il DSP HD3 mediante i diffusori frontali consente di simulare la presenza dei diffusori surround posteriori, di quelli aggiuntivi per il Dolby Atmos e DTS:X oppure di gestire il surround con tutti i canali posizionati sul frontale, in caso non ci sia lo spazio fisico nel retro della stanza.

Un particolare dei finali di potenza impiegati nell’RX-A1070.

Per la decodifica della musica liquida stereo, in formato WAV, FLAC, ALAC e AIFF fino a 192 kHz/24 bit, e DSD a 2,8 MHz e 5,6 MHz, è impiegato il DAC Sabre ESS 9006A, in grado di fornire 120 dB di gamma dinamica. È prevista la riproduzione gapless con i formati WAV, FLAC, ALAC e AIFF. Dal punto di vista del software, l’RX-A1070 consente di accedere a diversi servizi di streaming (Spotify, Deezer, Qobuz, Juke!, Napster e Tidal) ed utilizza un sistema chiamato High-resolution Music Enhancer per restituire maggiore musicalità ai contenuti, mentre l’elaborazione a 64 bit della correzione digitale ambientale sfrutta misurazioni rilevabili da più punti di ascolto; per la riproduzione della musica liquida è in grado di accedere a server DLNA.

L’uscita per le cuffie è provvista dell’elaborazione “Silent Cinema”, che consente l’ascolto in surround. La sezione video del sintoamplificatore, oltre a gestire il segnale 4K fino a 60p ed effettuare la conversione in 4K del video in ingresso a più bassa risoluzione, esegue il passthrough dello spazio colore BT.2020 ed è compatibile 3D e CEC. La macchina ha in comune con gli altri modelli della serie il sistema YPAO per la calibrazione automatica dei diffusori, l’interfaccia senza fili Bluetooth che permette la connessione veloce di smartphone e tablet, il protocollo AirPlay per la compatibilità con i dispositivi Apple e la tecnologia MusicCast di Yamaha mediante la quale si può distribuire il segnale audio in più ambienti domestici. Nella scatola è incluso il telecomando con le batterie, il cavo d’antenna per la radio, il microfono per la calibrazione, il cavo di alimentazione, la guida introduttiva ed un CD col manuale completo. Il sintoamplificatore viene commercializzato in due finiture: titanio oppure in nero, come ci è giunto in redazione.

Il risultato della rilevazione e configurazione automatica dei diffusori.

Tra le opzioni è prevista l’attivazione della funzione Virtual Presence Speaker, che simula l’emissione dei canali presenza per mezzo degli altri diffusori.

Morbido e potente

Nonostante sia fornito di uscite di potenza per 9 canali, l’apparecchio è dotato soltanto di 7 amplificatori, quindi se si collegano contemporaneamente i canali di presenza per il Dolby Atmos/DTS:X e i canali surround posteriori, il sistema deciderà in funzione della codifica e del programma DSP impostato quali diffusori utilizzare. Non solo, nel caso in cui si configuri e si attivi la Zona 2, se sono collegati anche i diffusori surround posteriori (in una configurazione 7.1) oppure i diffusori di presenza frontali (in una configurazione 5.1.2), questi non emetteranno alcun suono.

L’app (in questo caso nella versione Android) permette di modificare l’ampiezza della scena sonora in punta di dita.

L’app fornisce un completo sistema per selezionare i contenuti liquidi nel dispositivo mobile oppure dai server presenti in rete locale e gestire la riproduzione.

Una volta completato il collegamento dei diffusori e delle sorgenti che uso normalmente, un lettore Blu-ray e un PC col sistema Linux OpenElec 6, che è provvisto del software Kodi, inizio con le prove. Durante i primi momenti ho notato qualche incongruenza nel collegamento tra il sintoamplificatore e il PC: connesso per mezzo di uno splitter HDMI non proprio recentissimo, l’RX-A1070 non aggancia la risoluzione 1.080p@24fps in uscita del PC, per cui ho dovuto collegarlo direttamente; nel collegamento diretto, una volta che sul PC si attiva il salvaschermo il segnale video non viene più agganciato, neanche se si cambia più volte ingresso. Mi sembra importante condividere queste informazioni, in caso qualcuno si trovi nella stessa situazione, ma non escludo possa trattarsi di un problema di cavi.

A parte questi piccoli inconvenienti, sia dal punto di vista dell’audio che del video il sintoamplificatore di Yamaha ha evidenziato una resa eccellente: audio potente e controllato, ottima collocazione spaziale degli effetti, video di ottimo livello anche nella conversione di segnali di media qualità. Per far esprimere al meglio l’apparecchio ho fatto un giro a volume da denuncia penale con alcuni Blu-ray di riferimento, come ad esempio “Spectre” di Sam Mendez, che ha nelle scene iniziali diverse situazioni che impegnano a fondo amplificazione e diffusori, per esempio l’esplosione del palazzo a 00:06:04 ha prodotto dei bassi molto controllati ed evidenziato con qualità cristallina i dettagli acustici della scena. In “Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della Forza” ci sono diverse sequenze che smuovono per bene le membrane dei diffusori, e una di queste è l’inseguimento del “Millennium Falcon” all’interno del gigantesco relitto di un’astronave tra 00:32:31 e 00:35:42 che mi avvolge nel suono grazie ai precisi effetti di circondamento, oppure l’imponente esplosione che segna la fine della Repubblica a 01:10:40 durante la quale si distinguono in modo molto chiaro i passaggi tra il fronte anteriore e quello posteriore. In “Inferno” di Ron Howard, il sonoro dell’incubo del prof.

Il sintoamplificatore si può gestire anche tramite browser web su PC o Mac; con questo tipo di accesso si possono salvare nella memoria interna le impostazioni della macchina.

Le funzionalità dell’app AV Controller permettono di utilizzare in modo più agevole l’infinità di opzioni di cui dispone l’RX-A1070.

Utilizzando l’app per iOS si può selezionare il sintoamplificatore come dispositivo di uscita AirPlay.

Langdon a 00:11.59 è immersivo al punto di assumere dei contorni claustrofobici. In generale la riproduzione dei dialoghi si è dimostrata di ottima qualità. Con un video di test in Dolby Atmos, pur non avendo i diffusori di presenza, la funzionalità Virtual Presence Speaker si è resa piuttosto efficace. L’RX-A1070 è provvisto di una serie di DSP che offrono un ulteriore miglioramento rispetto alla decodifica multicanale standard, e che si possono attivare in funzione del tipo di programma che si sta guardando; ce ne sono di specifici, tanto per citarne alcuni, per film di fantascienza, commedie ed eventi sportivi.

L’app per smartphone/tablet sostituisce benissimo il telecomando e si rende uno strumento molto utile per andare a modificare con facilità le impostazioni dei parametri dei DSP. Relativa-mente all’ascolto in stereo, ho riprodotto tramite server DLNA (la macchina è compatibile con la versione 1.5 del protocollo) diverse tipologie di tracce in alta risoluzione, WAV e FLAC campionate a 192 kHz/24 bit e DSD64/ 128; posso affermare che è stata un’esperienza davvero piacevole: la ricchezza proposta dall’intero arco di frequenze è notevole, ma l’aspetto che mi ha maggiormente colpito è l’inedita “morbidezza” nell’interfacciamento con i miei diffusori, solitamente piuttosto freddi con gli amplificatori Yamaha che ho provato finora.

Nel caso della musica classica il suono degli archi e del piano è brillante, ma ben definito e mai fastidioso, nel pieno d’orchestra si distinguono bene le posizioni degli strumenti; le canne dell’organo hanno profuso la naturale pienezza in gamma bassa. Con le tracce pop/rock la chitarra e il basso sono molto puliti, ottime le percussioni e le voci. In generale ho percepito una discreta stabilità dell’immagine ed una buona profondità del palcoscenico virtuale. Pure per le tracce con campionamento a 44 kHz/16 bit la riproduzione è di ottimo livello. Devo notare che la porta USB riconosce soltanto memorie inizializzate in formato FAT o FAT32. La connettività Bluetooth e l’accesso ai diversi servizi di streaming è facile e immediato; buona la qualità di ascolto delle emittenti FM e DAB.

Conclusioni

L’insieme di funzioni offerto da questo apparecchio è amplissimo e, nonostante la semplicità d’uso che si avverte utilizzando l’app per smartphone e tablet, è bene approfondire la conoscenza dei vari argomenti con una lettura del manuale, altrimenti si corre il rischio di sfruttarne soltanto una parte; la qualità del suono è molto alta e la riserva di potenza disponibile garantisce grandi soddisfazioni anche all’utente più esigente.

Non dimentichiamo poi MusicCast, che consente di estendere a piacimento la sonorizzazione degli ambienti domestici. Il prezzo al quale viene proposto, per le caratteristiche di cui è provvisto il prodotto, è tutto sommato accessibile. Unico peccato, l’assenza di un ingresso analogico multicanale.

Marco Meta


Ci è piaciuto

  • Morbidezza del suono
  • Potenza
  • Funzionalità
  • Qualità video

Non ci è piaciuto

  • Assenza ingresso analogico multicanale

Carta d’identità

  • Marca: Yamaha
  • Modello: RX-A1070
  • Tipo: sintoamplificatore integrato 7.2
  • Dimensioni: 435x247x439 mm (inclusa antenna Wi-Fi)
  • Peso: 14,9 kg
Caratteristiche principali dichiarate
  • Potenza massima: 170 W per canale (1 canale attivo, 6 ohm, 1 kHz, THD 10%).
  • Impedenza minima diffusori: 6 ohm (4 ohm solo per i frontali).
  • Risposta in frequenza: 10 Hz-100 kHz (+0/-3 dB).
  • Rapporto S/N: 110 dB o superiore (IHF-A).
  • Connessioni: 7 ingressi HDMI 2.0a, 2 uscite HDMI 2.0a, 8 ingressi RCA stereo, uscite RCA pre multicanale 7.2, 4 ingressi videocomposito, 2 ingressi YbPbPr, 3 ingressi digitali coassiali, 3 ingressi digitali ottici, ethernet 10/100, Wi-Fi 802.11 b/g/n, Wi-Fi Direct, Bluetooth 2.1+EDR, 2 trigger out, 1 porta RS-232C, remote in/out; sul frontale: 1 ingresso HDMI 2.0a, 1 ingresso RCA stereo,1 porta USB 2.0 tipo A, presa jack cuffie da 6,35 mm

Distribuito da: Yamaha Music Europe GmbH – Branch Italy, Viale Italia 88, 20020 Lainate (MI). Tel. 02 935771

 

 

Author: redazione

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