Astell & Kern AK320

Uno degli argomenti “cool” di queste ultime stagioni, in cui la musica liquida in alta risoluzione è assurta al ruolo di protagonista da parte degli audiofili, è la possibilità di ottenere, da piccoli riproduttori portatili, una qualità a dir poco eccellente della riproduzione. Con l’Astell & Kern AK320 questo aspetto raggiunge limiti da veri intenditori, per prestazioni e costi.

Che l’Astell & Kern fosse un po’ la Porsche dei riproduttori portatili è chiaramente emerso durante la prova del piccolo AK70 nella tornata dei piccoli DAP presentata su AUDIOreview n. 384, un gioiellino che pur essendo alla base del catalogo del costruttore coreano ha mostrato doti insospettabili nel confronto con altri DAP della stessa fascia di prezzo, in termini di dotazioni ma anche e soprattutto di prestazioni. Rifinito con classe ed eleganza, ha lasciato solo sospettare a quali livelli potessero giungere quei modelli che costituivano la seconda parte del catalogo, dal prezzo ben più consistente ma, tutto sommato, con una lista di peculiarità non troppo distante da quelle dichiarate (e confermate nell’uso ed in laboratorio) dal piccolo AK70.

Dunque avere tra le mani un incredibilmente compatto AK320, dalla stessa impostazione estetica (lo stesso “family look”, come la Porsche insegna, appunto) degli altri componenti della famiglia, fatta di linee tirate, anche un po’ sghembe se vogliamo, spigoli vivi e angoli aguzzi, appena più grande dell’AK70 ma dal prezzo pressoché triplo rispetto al suo fratello minore, incuriosisce l’animo dell’audiofilo e dell’appassionato di musica.

L’AK320 non è, in effetti, il top del catalogo del costruttore coreano. L’esclusivo (sotto ogni aspetto) AK380 tende ad attrarre su di sé quell’alone di “eso” che un oggetto portatile da oltre 4.000 euro (4,5k nella versione “copper”) inevitabilmente comporta. Ciò mette l’AK320 sotto una luce diversa, più realistica e meno esoterica, anche se le prestazioni e il prezzo di questo lettore sono di livello assolutamente “stellare”. Un’aspettativa che l’AK320, in tutta la sua solidità, ha le carte in regola per non deludere.

Descrizione e dotazioni

Inconfondibile, non c’è che dire. Spigoli vivi, angoli aguzzi e color “canna di fucile” (esatto, in inglese “Gun Metal”, l’unico disponibile) del telaio metallico ricavato dal pieno, gli garantiscono un aspetto estremamente solido e robusto. A movimentare il design, le pareti laterali oblique, con le linee esterne non parallele a quelle del monitor che si rivela “dritto” rispetto alla base. Ed una rotella, tonda, in alto sul lato destro, a rompere la geometria “spigolosa”. È impossibile, poi, non notare quanta cura dei particolari sia stata riservata a questo oggetto. Le finiture della parete di fondo, con un motivo a rilievo protetto da una sottile lastra in vetro, l’incredibile livello di precisione nella realizzazione, dal pieno, della manopola del volume, il grado di perfezione nelle finiture gli garantiscono quel senso di eleganza e di maestosità proprio di un prodotto di gran classe.

Il lato superiore dell’AK320 ospita due connettori jack di diametro diverso. Il maggiore rappresenta l’uscita audio per cuffia, linea o digitale ottica. Il minore offre l’uscita linea bilanciata. Sullo sghembo fianchetto destro, il controllo di volume e in basso lo slot per una microSD card. L’unico tasto è quello dedicato all’accensione e spegnimento. Riavvia anche il monitor se si sceglie lo spegnimento temporizzato per accrescere l’autonomia.

Pur essendo più grande dell’AK70, il nostro rivela avere le stesse proporzioni del fratellino minore, con il monitor da 4 pollici (rispetto ai 3,3 dell’AK70) che occupa comunque la maggior parte della parete frontale. Le funzionalità touch del monitor spiegano i pochi controlli “fisici” presenti. Il tasto di accensione (che funziona anche da “resume” del monitor quando viene spento per limitare il consumo energetico) è presente nella faccia superiore del telaio, dove troviamo due connettori jack, entrambi dedicati alle uscite. Il primo, da 3,5 pollici, offre opportunità di collegare una cuffia o, una volta settato da menù, un’uscita linea a livello fisso. Tramite questa connessione è disponibile anche un’uscita digitale ottica destinata al collegamento digitale con un impianto audio esterno. Interessante la funzionalità del secondo jack, da 2,5 millimetri a 4 poli, il quale è destinato a veicolare una uscita analogica bilanciata stereo.

Sul lato sinistro (sghembo) del telaio ci sono tre pulsanti in colonna, due destinati a scorrere i brani (ma anche album, menù ecc.), il terzo ad avviare o fermare la riproduzione. Sul lato destro, in alto, c’è la manopola del volume (potrà sembrare strano ma non ha altre funzioni) e, in basso, uno slot per una microSD card. Può ospitare al massimo schede da 128 Gbyte, che si aggiungono ai 128 Gbyte della memoria interna, per un’autonomia musicale tra le più estese sul mercato. Sulla faccia inferiore, la connessione microUSB per connettere il dispositivo ad un PC (o MAC che dir si voglia) e ad un alimentatore USB. In dotazione c’è solo il solito cavetto adattatore tra USB standard e microUSB.

La connessione con il PC presuppone lo sfruttamento dell’AK320 come DAC esterno. È una delle opportunità offerte dai DAP, che inglobano il player, il DAC e l’ampli per cuffie. Collegandolo ad un PC (i driver sono disponibili sul sito del costruttore insieme al manuale completo, che però non è in italiano come non c’è l’italiano tra le lingue del menù del lettore), il PC si occuperà di fare da player e da renderer, attingendo a risorse (musicali) proprie o a risorse disponibili in rete, locale o esterna. A questo punto è possibile sfruttare l’elevata qualità del DAC e della sezione di uscita per pilotare il nostro sistema domestico o delle buone cuffie.
La più marcata delle differenze con l’AK70, oltre al display più grande e alla maggiore capacità di memoria, è proprio nella sezione DAC.

Sul lato sinistro sono presenti tre tasti incolonnati. Scorrono avanti e indietro brani, cartelle e menù. Il pulsante centrale dà il via e ferma la riproduzione. Sulla faccia inferiore, il connettore USB per carica e collegamento a computer. Alla sua sinistra, quattro contatti dedicati alla docking station compatibile. Sulla cornice anteriore, al centro, in basso, un piccolo puntino indica l’area definita “magic” dove è presente un controllo a sfioramento. Rappresenta il tasto “home” che riporta il display alla home page.

L’AK320 basa la sua sezione di conversione su una coppia di Asahi Kasei AK4490 capace di gestire con estrema precisione flussi digitali fino a 32 bit/382 kHz che vengono comunque convertiti solo dopo un downsampling a 24/192. Una possibilità che viene sfruttata però solo se la conversione avviene “internamente” nel funzionamento da player. Nel funzionamento da DAC esterno la conversione è limitata a 24 bit, 96 kHz. L’AK320 è in grado di riprodurre anche flussi DSD fino a 5,6 MHz attraverso la conversione in PCM (DSD to PCM), comunque a 24 bit, 176 kHz. A fianco della sezione conversione, però, un grande sforzo è stato fatto per sviluppare un sistema di clock che permettesse di ottenere risultati eccellenti in termini di jitter. È stato impiegato un sistema ad alta precisione noto come VCXO, ovvero Voltage-Controlled Crystal Oscillator, secondo il costruttore in grado di mantenere il jitter confinato entro i 200 femtosecondi.

La presenza di un DSP interno, poi, permette di agire sul segnale digitale prima di essere convertito e offre funzionalità di controllo del suono, prima fra tutte la presenza di un equalizzatore parametrico su 20 bande, per ognuna delle quali è possibile controllare il guadagno (al centesimo di dB) e il Q (da 0,1 a 4), con le impostazioni personalizzate memorizzabili a bordo.

L’AK320 è in grado di riprodurre moltissimi formati di file contenenti musica liquida. Lineari, quindi WAV, dai formati compressi ma lossless, quindi FLAC, ALAC, APE, a quelli lossy, quindi MP3, WMA, OGG, AAC, fino ai DFF e DSF, ma tramite DSD to PCM.

La pagina della riproduzione. Qui sono condensate tutte le principali informazioni che caratterizzano il brano, dalla copertina al titolo, dall’autore al formato del file. La riga dei tre comandi alla base della copertina consente di aggiungere il brano in riproduzione alla playlist corrente, di leggere i testi, nel caso in cui fossero disponibili, di visualizzare tutte le info disponibili sul brano.

La Home Page dell’AK320. Da qui si va dappertutto. La copertina visualizzata è quella in riproduzione o la prima nella playlist.

La schermata delle news di Tidal. È straordinario poter sfruttare l’altissima qualità di questo riproduttore con gli oltre 30 milioni di brani di Tidal…

Wireless

Compatto come un tradizionale walkman, moderno come uno smartphone, l’AK320 unisce, alle sue apprezzate doti di riproduzione se connesso via cavo ad un sistema audio o ad una cuffia, anche delle doti di riproduttore in movimento, laddove vengano attivate le sue funzionalità wireless. È dotato di Bluetooth versione 4.0, dunque completa di protocollo A2DP per lo streaming della musica e della versione aptX, in grado di veicolare più dati (e quindi maggior risoluzione audio) nelle trasmissioni Bluetooth.

L’AK320 è però dotato anche di connessione wireless 801.11 b/g/n, e si presenta in rete con la massima compatibilità DLNA. Ciò vuol dire che esso può gestire flussi audio dalla sua memoria interna verso riproduttori che sono in rete, agendo quindi da sorgente (server), ma che può anche prendere, dalla rete, materiale condiviso su NAS o su device esterni e riprodurli in locale. La velocità della rete è tale da gestire anche flussi audio in HD. Dalla connessione wireless verso una rete locale, per arrivare ad una connessione verso il mondo esterno, che vuol dire internet e tutto ciò che esso rappresenta in termini di musica riprodotta, il passo è breve. È infatti possibile “uscire” su internet attraverso delle app che l’AK320 integra e che sfruttano tre (nel firmware dell’esemplare in prova) tra le più importanti sorgenti musicali della grande rete, vale a dire Groovers+ (che però non riesce ad identificare la nazione in cui si trova e quindi non funziona) MOOV e Tidal.

Uso e ascolto

Nella confezione dell’AK320 è presente un’interessante custodia, in pelle “conciata in vegetale in Toscana”, che protegge il lettore e ne accresce, se possibile, il fascino e l’esclusività. Certo, andare in giro con un lettore di tale prestigio (e costo) è davvero il miglior omaggio all’ascolto della musica in mobilità che si possa fare, magari unito ad una cuffia altrettanto esclusiva. L’AK320 ha tutto per il miglior uso possibile in mobilità. Oggi siamo abituati agli smartphone ed alle incredibili doti di immediatezza d’uso che i costruttori fanno a gara nell’implementare.

L’AK320 non sfigura affatto di fronte ad essi. Immediato nella ricerca brani, facile da gestire nelle sue più dirette ed immediate esigenze, offre un accesso rapidissimo ai brani, anche memorizzati su card esterna, permettendo di scorrere facilmente attraverso la consueta gesture sul display, molto chiaro e reattivo, tra album e brani. Anche nella gestione delle impostazioni, dalla ricerca e gestione della rete wireless alle regolazioni dell’audio, equalizzatore digitale per primo, le caratteristiche del firmware, tra l’altro comune a tutti i lettori Astell & Kern, sono davvero eccellenti.

La schermata principale mostra il punto di partenza dell’esplorazione del contenuto, con la possibilità di richiamare brani, album, playlist, store (on line) e così via. Mostra anche la cover del disco in riproduzione e, sfiorandola, si passa alla schermata della riproduzione ricca di elementi che caratterizzano il brano, dal contenuto dell’album al formato, titolo, interprete e cover visualizzata per intero. Volendo, si può inserire il brano nelle playlist ma è possibile, se presenti, visualizzare i testi del brano, così come informazioni supplementari. Insomma, quella della riproduzione è una vera e propria schermata “chiave”.

Come negli smartphone, poi, la riga in alto mostra le impostazioni attive sotto forma di piccole icone, dall’equalizzatore al wi-fi, dal Bluetooth all’orario, all’autonomia, invero particolarmente elevata. È di circa otto ore, quella dichiarata, non troppo distante quella reale, anche se difficile da quantificare in condizioni d’uso “normale”. L’importante è ricordarsi di spegnere il device e non lasciarlo semplicemente abbandonato alla fine di un brano. In ogni caso sono presenti numerose comode funzioni di spegnimento automatico, di risparmio energetico e così via.

Il menù dei settaggi è disponibile in ogni schermata. Scende dall’alto con il solito movimento a “tendina” tipico degli smartphone.

Ho usato per qualche giorno il piccolo Astell & Kern in formato “portatile”, con cuffia randomicamente scelta tra quelle a mia disposizione, sovraurali ed in-ear, devo dire con enorme soddisfazione. La sua riproduzione è… solida, e perdonate la confusione che potrà generare questo aggettivo nel confronto con il “liquido” che descrive la musica in riproduzione, ma è quello che sento rappresenti meglio la più interessante qualità dell’AK320. Un device in grado di offrire strumenti rocciosamente caratterizzati nel loro suono, dettagliatissimi, che si stagliano nella trama musicale con estrema lucidità e chiarezza.

Come un panorama terso di fine settembre, magari in collina dopo la pioggia, quando i colori sono al massimo della vividezza, è questo ciò che l’AK320 trasmette nella sua riproduzione. E che conferma puntualmente quando viene inserito in una catena di maggior pregio, in casa, laddove il protagonista diventa il DAC integrato a bordo che offre la stessa sensazione di incredibile solidità nella riproduzione. I brani in alta risoluzione più noti usati durante gli ascolti più critici sono straordinariamente lucidi e dettagliati in ogni loro aspetto. Sia con strumenti acustici che con ben più complesse pagine orchestrali, il piccolo AK320 riesce a comportarsi da gigante tra i riproduttori musicali, con estremo dettaglio, alto contrasto ed incredibile definizione, ad ogni frequenza, di ogni sorgente.

L’equalizzatore parametrico con i suoi controlli. Ho esaltato i 120 Hz scegliendo casualmente una frequenza giusto per visualizzare il suo intervento…

È difficile il distacco da questo piccolo gioiello che ha avuto il merito di permettere l’ascolto della musica ad altissima qualità anche laddove non è sempre facile ascoltare a qualità elevata o dove inconsciamente si accetta un livello qualitativo inferiore. Abbinato al computer mette a disposizione i servigi del suo DAC e, se necessario, dell’ampli per cuffia, per garantire lo stesso livello offerto in abbinamento con un impianto esterno. Stesso discorso quando ho sfruttato il wi-fi per riprodurre brani dal NAS di casa o direttamente da Tidal, nella massima risoluzione consentita. In particolare, ho provato quest’ultima condizione, ovvero l’abbinamento a Tidal e l’ascolto alla massima qualità, anche “in giro”, con abbinamento alle funzionalità tethering del cellulare.

Conclusioni

Nonostante il costo decisamente elevato per un dispositivo portatile, il piccolo AK320 ha saputo ben dimostrare le peculiarità di un sistema digitale, seppur portatile, di una fascia di prezzo ben superiore ai già ben performanti DAP provati insieme qualche mese fa. Un risultato che non fa altro che rafforzare le convinzioni di tutti coloro, e sono tanti, che hanno eletto il riproduttore portatile per musica in alta definizione come sorgente principe del proprio ascolto musicale.
Rocco Patriarca


Le Misure

Audio player ed unità di conversione Astell & Kern AK320
CARATTERISTICHE RILEVATE

Livello di uscita (1 kHz/0 dB): 

PCM 192 kHz:    sinistro 2,23 V, destro 2,23 V
DSD64:    sinistro 1,99 V, destro 1,99 V

Massimo livello di uscita:     a vuoto >2,23 V
su 33 ohm 1,34 V

Impedenza di uscita: 9 ohm

Risoluzione effettiva:
PCM 192 kHz:    sinistro >17,2 bit, destro >17,2 bit
DSD64:    sinistro >17,2 bit, destro >16,9 bit

Gamma dinamica:
PCM 192 kHz:    sinistro 114,6 dB, destro 114,9 dB
DSD64:    sinistro 113,7 dB, destro 113,7 dB

Risposta in frequenza con segnali PCM (Fs da 44,1 a 384 kHz)
Risposta in frequenza con segnali DSD (DSD64 e DSD128)

Distorsione armonica (PCM) (tono da 1 kHz a -70,31 dB, Fs 192 kHz)

Jitter test (PCM) (toni a 48 kHz, -6 e -70 dB, Fs 192 kHz)

Anche questo player mobile della Astell offre prestazioni di livello ben elevato. La risoluzione integrale supera i 17 bit effettivi, praticamente con ogni tipo di segnale, e la gamma dinamica è dell’ordine di 114-115 dB, equivalente ad una risoluzione di quasi 19 bit per segnali di piccola ampiezza. La risposta in frequenza in PCM supera gli 80 kHz, purché la frequenza di campionamento valga almeno 192 kHz, e salendo a 384 kHz la stabilità risulta perfetta ma senza alcun guadagno in estensione. In DSD è più stretta, risulta evidente la volontà di minimizzare il rumore ultrasonico: -3 dB a 23 kHz in DSD64 -3 dB a 45 kHz in DSD128, quest’ultimo reso con un po’ più di rumore a larga banda del primo. La linearità ai bassissimi livelli è ottima sia in PCM che in DSD64 ed il jitter è basso in ambo le componenti che noi rileviamo. Il massimo livello sull’uscita cuffia è maggiore che nel modello AK70 provato pochi mesi or sono, ed è adeguato per ascoltare ad alto volume con cuffie dalla sensibilità non troppo bassa.

F. Montanucci


Astell & Kern AK320
Digital Audio Player
  • Costruttore: iRiver, Corea
  • Distributore per l’Italia: Audiogamma, Via Pietro Calvi 16, 20129 Milano. Tel. 02 55181610 – Fax 02 55181961 www.audiogamma.it
  • Prezzo: euro 2.299,00
CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
  • Risposta in frequenza: ±0,053 dB per 20 Hz-20 kHz, bilanciato e sbilanciato; ±0,56 dB per 10 Hz-70 kHz, sbilanciato; ±0,55 dB per 10 Hz-70 kHz, bilanciato.
  • Rapporto segnale/rumore: 116 dB @ 1 kHz, sbilanciato; 117 dB @ 1 kHz, bilanciato.
  • Crosstalk: 130 dB @ 1 kHz, sbilanciato; 135 dB @ 1 kHz, bilanciato.
  • THD+N: 0,0008% @ 1 kHz, sbilanciato; 0,0007% @ 1 kHz, bilanciato.
  • IMD SMPTE: 0,0007% 800 Hz 10 kHz (4:1), sbilanciato; 0,0006% 800 Hz 10 kHz (4:1), bilanciato.
  • Wi-Fi: 802.11 b/g/n (2,4 GHz).
  • Bluetooth: V4.0 (A2DP, AVRCP, aptX™ HD).
  • Display: 4 pollici WVGA (480×800).
  • Livello d’uscita: 2,2 Vrms, sbilanciato; 2,3 Vrms, bilanciato (condizione no load).
  • File riproducibili: WAV, FLAC, WMA, MP3, OGG APE (Normal, High, Fast), AAC, ALAC, AIFF, DFF, DSF.
  • Memoria interna: 128 GB.
  • Dimensioni: 75,1×112,4×16,5 mm.
  • Peso: 217 g

Author: redazione

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