Denon Heos AVR

L’idea di realizzare un sistema multicanale wireless, per quanto ovvia e naturale possa sembrare, ha iniziato solo da pochissimo ad essere trasformata in prodotti concreti. Il Denon AVR è una delle prime proposte a giungere sul mercato, ottenendo tra l’altro il riconoscimento dall’EISA come migliore soluzione HT dell’anno.

Da qualche mese abbiamo iniziato a seguire con crescente attenzione, direi quasi con un occhio nuovo, quella grande categoria di prodotti che vanno sotto il nome generico di speaker wireless. Grazie a funzioni di connettività sempre più sofisticate, abbinate ad una resa audio più che soddisfacente (in taluni casi addirittura “hi-end”), questi apparecchi hanno fatto un notevole salto di qualità, passando da semplici estensioni audio dello smartphone a sistemi multiroom “connessi”. Uno dei loro punti di forza è proprio l’enorme comodità offerta dalla connettività wireless, ma fino ad ora nessuno aveva pensato di proporre soluzioni che eliminassero i fili nei sistemi home theater.

Attenzione, sistemi HT wireless ci sono già da tempo; sulle pagine di questo sito provammo ad esempio la soundbar Dolby Atmos Samsung HW-K950. Si trattava però di un “pacchetto” completo, composto da soundbar, subwoofer e diffusori posteriori, che potevano funzionare solo assieme. L’AVR è invece un componente a sé stante: è un amplificatore a 5.1 canali, che può pilotare via cavo qualunque sistema di altoparlanti tradizionale, ma che in più si inserisce nell’ecosistema Denon HEOS, permettendo di realizzare in wireless il collegamento coi canali posteriori e con il sub, utilizzando altri componenti Denon HEOS che a loro volta sono prodotti con la loro propria identità, che possono essere utilizzati anche in contesti diversi.

Perché il wireless solo per sub e posteriori? Certo, sarebbe stato interessante poter disporre della modalità senza fili su tutti i canali, ma in effetti la necessità pratica si sente soprattutto per i canali posteriori ed in seconda battuta per il subwoofer. Far passare i cablaggi per frontali e centrale, quando probabilmente l’ampli è posizionato nelle vicinanze del display, non è certo problematico, mentre portare il segnale alle spalle dell’ascoltatore, quando la sala non è stata predisposta in origine, può invece diventare molto difficoltoso.

Aprendo l’AVR si riceve immediatamente l’impressione di un prodotto perfettamente ingegnerizzato.

Personalità unica

Per rendersi conto di essere di fronte a qualcosa di nuovo è sufficiente lanciare uno sguardo al pannello frontale, ove l’intersezione delle due superfici che ne definiscono il profilo genera un piacevole gioco di luci e ombre. L’unico controllo presente è la manopola del volume: nessun tasto, nessun display, nulla. Nemmeno un tasto di accensione.

Il piccolo telecomando in dotazione all’AVR permette di svolgere solo alcune operazioni basilari: il controllo del volume, la scelta di uno dei preset liberamente configurabili (ingresso, livello volume predefinito, modo audio) e lo spegnimento dell’unità.

Nella dotazione dell’apparecchio c’è un telecomando, ma è solo attraverso una app che si ottiene il pieno controllo dell’AVR. E francamente nessun telecomando “classico” può consentire la flessibilità d’uso di una interfaccia touch screen, con l’ovvio limite di non poter mai fare a meno di utilizzare sempre anche lo smartphone o un tablet. Per quanto attiene alla componente tradizionale dell’AVR, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad un compatto amplificatore a 5 canali in classe D. La potenza di uscita è la medesima per le 5 sezioni: 50 watt su 8 ohm. L’uscita sub è, come di prassi, a livello linea. I quattro ingressi HDMI (2.0a con HDCP 2.2 HDR e supporto colore 4:4:4) sono affiancati da una coppia di ingressi audio digitali (ottico e coassiale) e da una coppia di ingressi analogici (RCA e mini-jack). Passiamo quindi alle funzionalità “connesse”. Oltre al Wi-Fi ed al Bluetooth, l’AVR dispone di una presa ethernet.

Conclude la dotazione di porte una classica USB “A” 2.0. Attraverso il telecomando è possibile regolare il volume, gestire quando possibile il cambio di traccia e scegliere tra uno tra i sei preset impostabili, ai quali può essere abbinato un ingresso, un livello predefinito del volume ed una modalità audio. Come anticipato, solo tramite la app, disponibile per piattaforma Android (versione supportata 4.0 e successive) e iOS (versione 7.0 e successive, su dispositivi iPhone 4, iPad 2 e iPod touch di quinta generazione o tutti i modelli più recenti), si può utilizzare appieno l’AVR. La prima operazione da compiere è quindi proprio l’installazione della applicazione sul dispositivo mobile, perché servirà sia a connettere alla rete sia a configurare l’amplificatore.

Sul retro dell’AVR troviamo tutte le connessioni: le 5 uscite di potenza, l’uscita per un subwoofer attivo, i 4 ingressi HDMI, i 2 ingressi digitali e i 2 analogici. Purtroppo anche la porta USB è nascosta qui dietro.

Nel caso di connessione wireless, è necessario collegare temporaneamente l’apparecchio allo smartphone tramite il cavetto mini-jack in dotazione. Questo passaggio, comune a tutti i prodotti HEOS, non serve quando si usa la porta ethernet. Una volta inserito l’AVR tra i dispositivi a disposizione e assegnatogli un nome identificativo a scelta tra quelli proposti (es. soggiorno, cucina, ecc.) o un altro a proprio piacimento, si procede all’abbinamento con gli eventuali diffusori posteriori e/o col subwoofer, se già inseriti nel sistema. Questa operazione può essere effettuata anche successivamente, in qualunque momento.

Quando l’apparecchio è configurato, sarà possibile utilizzare le sorgenti connesse agli ingressi di segnale audio e video, oppure “attingere” ai propri contenuti (solo audio) in rete locale o attraverso i servizi di streaming che la app mette a disposizione, tra cui Spotify, Deezer, Tidal ecc. (per i quali occorre disporre di un proprio abbonamento) e internet radio. L’impianto audio facente capo all’AVR può essere gestito in multiroom come un normale speaker HEOS (usato quindi da solo o abbinato ad altre “stanze”). L’AVR viene anche visto come renderer da Windows Media Player e da altre app, come l’ottima e gratuita BubbleUPnP.

L’ascolto

La prova sul campo si è svolta come una partita di calcio. Nel primo tempo abbiamo voluto verificare le potenzialità dell’AVR in modalità stereo, abbinandolo ad una coppia di diffusori “importanti” come le B&W 802 D3. Nel secondo tempo abbiamo portato l’AVR nel suo habitat naturale, ovvero in multicanale, utilizzando un sistema frontale di volumetria più contenuta, sfruttando tre delle cinque sezioni amplificatrici in classe D e servendoci invece della connessione wireless per il sistema posteriore, costituito da una coppia di HEOS1 HS2 (provati su AR 390) e per il subwoofer, l’HEOS Sub (vedi riquadro).

In modalità stereo l’AVR è risultato convincente, con sufficiente riserva di potenza per strappare agli 802 l’eccellente dinamica di cui sono capaci. Non è impossibile mandarlo in affanno, ma su questi grandi sistemi hanno espettorato qualche colpo di tosse non pochi altri amplificatori con potenza di targa non particolarmente esuberante. Stiamo comunque parlando di situazioni al limite, perché l’AVR riesce comunque a garantire livelli di ascolto non indifferenti. La timbrica è aperta, lucida, cristallina, accompagnata da una gamma bassa giustamente controllata. Il primo tempo si chiude quindi con l’AVR in chiaro vantaggio.

Un esempio delle possibili regolazioni effettuabili attraverso la app, nella fattispecie l’allineamento temporale dei diffusori collegati all’amplificatore.

Inizia la ripresa. Difficile chiedere di più nel funzionamento in multicanale, merito anche del sub che ha fatto sentire alla grande la sua presenza senza mai farsi sorprendere in atteggiamenti sconvenienti. Sia con le colonne sonore (l’ampli è compatibile anche con tracce Dolby TrueHD e DTS-HD Master Audio) che con brani musicali, con l’AVR garantisce impatto, dinamica e lucidità. Tramite la app è possibile decidere se i diffusori posteriori debbano essere abilitati a funzionare anche nella riproduzione di brani stereofonici. Attivando questa modalità, il sistema ha offerto un suono magari privo di credibilità prospettica ma sicuramente avvolgente e coinvolgente. I sistemi frontale e posteriore hanno dimostrato un inaspettato amalgama timbrico, segno che ciascuno faceva il suo compito correttamente.

La app ha dimostrato di funzionare con buona stabilità. L’unico limite evidenziato riguarda l’abbinamento tra AVR e diffusori wireless. Per quanto attiene al subwoofer, non c’è motivo di scollegarlo dal sistema, mentre i due diffusori utilizzati sui canali posteriori, una volta abbinati all’AVR, perdono la possibilità di essere utilizzati singolarmente, magari in altre stanze. Sarebbe quindi utile poterli “scollegare” e “ricollegare” all’AVR a seconda delle necessità del momento. Ma questa operazione non è immediata come dovrebbe. Occorre infatti entrare nella configurazione della rete e la procedura non è solo macchinosa ma anche un tantino lunga. È l’unico aspetto in cui un intervento migliorativo sarebbe davvero opportuno.

Conclusioni

L’AVR è un prodotto particolare, classico e avanzato allo stesso tempo. Può essere un ottimo ampli multicanale, nel senso tradizionale del termine dal punto di vista funzionale ma con una modalità di impiego sui generis dal momento che non può prescindere dall’uso di un dispositivo mobile per controllarlo. Ma è anche un avanzato streamer, capace di gestire file audio HD, per di più con funzionalità multiroom.

Ma c’è anche un’altra marcia in più, il wireless nel multicanale, che elimina la necessità di far passare dei cavi laddove potrebbe essere complicato, ovvero per i canali surround e per il sub. Non abbiamo dubbi sul fatto che la strada aperta dall’AVR diventerà molto frequentata.

Mario Mollo


Il subwoofer Heos

Per la prova della funzionalità surround wireless, che forse è quella che più delle altre caratterizza l’AVR, abbiamo impiegato due speaker HEOS1 HS2 per i canali posteriori (provati sul numero 390) e l’HEOS SUB come subwoofer. Questo componente a tutti gli effetti si comporta come un qualunque altro speaker HEOS, anche se non ha molto senso utilizzarlo da solo al di fuori dell’ecosistema HEOS, sebbene sia possibile grazie all’ingresso linea.

Il retro del subwoofer è la fotocopia di quello degli altri speaker HEOS: c’è anche una porta USB, che forse potrebbe essere più accessibile di quella dello stesso AVR.

L’unità è pensata per essere abbinabile all’AVR oppure alla HEOS Bar; sempre utilizzando l’AVR, con i frontali scollegati e abilitando i canali posteriori a funzionare anche in stereo, abbiamo realizzato un semplice sistema 2.1 wireless con gli speaker HEOS1 ed il sub. La resa di questo subwoofer è lontana da quella dei suoi colleghi che nascono come “dépendance” di un sistema multicanale o di una soundbar. La gamma bassa di cui è capace è ben articolata, profonda e potente. La qualità del prodotto si percepisce dal fatto che il suo effetto è enormemente avvertibile, anche se il sub resta sempre nell’ombra, senza palesarsi con strafottenza.

Le possibilità di regolazione della frequenza di taglio del subwoofer, che ritroviamo anche per tutti gli altri diffusori per la corrispondente regolazione del passa-alto.

Mario Mollo


Ci è piaciuto

  • La voce chiara e l’ottima dinamica in multicanale.
  • La semplicità con cui si può realizzare un sistema 5.1 grazie al wireless, anche dove le condizioni preesistenti renderebbero molto arduo il passaggio dei cavi.

Non ci è piaciuto

  • La app, per taluni aspetti molto pratica, dovrebbe essere più flessibile per quanto riguarda le modifiche alla configurazione.

Denon Heos AVR

  • Prestazioni: Convincente anche all’ascolto. 9
  • Possibilità operative: L’apparecchio è molto versatile e dalle diverse facce: 5.1 tradizionale o (parzialmente) wireless, streamer di rete, multiroom.  9
  • Costruzione: L’estetica è molto originale, costruttivamente l’apparecchio appare ottimamente ingegnerizzato.  9
  • Rapporto qualità/prezzo: L’AVR è un ottimo prodotto, molto particolare, e al momento senza concorrenti. Costa più di un “comune” ampli 5.1 ma riteniamo che non costi troppo.  8,5

Carta d’identità

  • Marca: Denon
  • Modello: Heos AVR
  • Tipo: amplificatore multicanale 5.1 wireless
Caratteristiche principali dichiarate
  • Potenza di uscita: 5×100 W (4 ohm, 20 Hz-20 kHz, 0,1 % THD), 2×50 W (8 ohm, 20 Hz-20 kHz, 0,105 % THD).
  • Rapporto S/N ingresso analogico: 96 dB (pes. IHF-A).
  • Risposta in frequenza: 10 Hz-40 kHz (+1, -3 dB).
  • Connettività wireless: Wi-Fi (802.11 a/b/g/n/ac), Bluetooth.
  • Formati audio: PCM (16/24 bit, 192 kHz), MP3/AAC (16 bit, 48 kHz fino a 320 kbps), WMA (16 bit, 48 kHz), FLAC/ALAC (16/24 bit, 192 kHz 24 bit), DSD (5,6 MHz).
  • Dimensioni (LxAxP): 434x90x277 mm.
  • Peso: 5 kg

Distribuito da: Audiogamma, Via Pietro Calvi 16, 20129 Milano. Tel. 02 55181610 – www.audiogamma.it


 

Author: redazione

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