Yamaha YAS 306

Oltre ai noti proiettori sonori la casa dei tre diapason propone una soundbar “facile” che sfruttando una tecnologia più convenzionale può essere la soluzione ideale nelle situazioni domestiche meno favorevoli ai raggi sonori.

Nel settore dei sistemi frontali integrati per l’home cinema, più comunemente noti come soundbar, Yamaha vanta una notevole esperienza. La casa di Hamamatsu ha un invidiabile know-how nel campo dell’elaborazione digitale del suono e lo ha sfruttato con successo per ricreare gli effetti spaziali attraverso la sola emissione anteriore. La tecnologia di vertice che ha sviluppato, definita “proiettore sonoro”, si basa sull’ottenimento di sorgenti virtuali di diffusione attraverso raggi sonori che vengono fatti rimbalzare sulle pareti della stanza.

Sulle pagine di Digital Video abbiamo ospitato più di un modello basato su questa tecnologia appurandone l’efficacia. L’unico ostacolo a questo ingegnoso sistema è di natura ambientale. Se non si ha a disposizione una stanza adeguata, con determinate dimensioni, forme regolari e superfici riflettenti in grado di indirizzare il suono verso il punto di ascolto si corre il rischio di non poter godere a pieno delle potenzialità.

La soundbar YAS 306 fa parte di una famiglia di diffusori frontali meno impegnativi, che non sfruttano il principio del proiettore sonoro ma una tecnologia differente. Si inserisce in una categoria in cui l’appassionato vuole buone prestazioni senza dover sottostare ai vincoli imposti da un impianto multicanale effettivo o da una soundbar troppo “impegnativa”.

Progetto e costruzione: sfruttando la fisionomia umana

Una soundbar che si rispetti deve essere stretta e lunga. La YAS 306 mantiene questo tipo di proporzioni rimanendo nei limiti di un metro di estensione frontale e meno di quindici centimetri di profondità (o altezza visto che l’installazione può avvenire su ripiano o a parete). Il terzo lato è anch’esso ben contenuto evidenziando dunque ingombri contenuti che facilitano la convivenza domestica. La costruzione è solida ed integrata in uno shell di robusto materiale plastico; la superficie a vista, indipendentemente da come si decide di posizionarla, è coperta da una tela fono trasparente.

L’apertura del cabinet ha richiesto un certo impegno stante l’ingente numero di viti utilizzate per serrare in modo rigido la struttura. Gli altoparlanti sono angolati differentemente e lavorano in volumi separati. Da notare il condotto reflex a sezione rettangolare e il materiale antirisonante impiegato intorno ai cablaggi.

Al di sotto di tale protezione ci sono sei altoparlanti: due tweeter da 1,9 centimetri, due midwoofer da 5,5 centimetri e due subwoofer da 7,5 centimetri, in configurazione stereo; mentre sui fianchetti si trovano gli accordi reflex. L’alimentazione è integrata all’interno del cabinet, una scelta progettuale che elimina antiestetici e fastidiosi scatolotti da dover nascondere in salotto.

La tecnologia che Yamaha ha adottato da anni come alternativa pratica ai suoi proiettori sonori è definita Air Surround Xtreme. Si basa sull’HRTF (Head Related Transfer Function), una teoria largamente diffusa nel campo dell’audio digitale per cui il segnale viene elaborato sfruttando delle funzioni di trasferimento che tengono conto di come la fisionomia umana filtra i suoni percepiti in base al loro verso di arrivo.

Di fatto la testa, il torso e il padiglione auricolare determinano delle alterazioni sullo spettro recepito dall’orecchio a seconda della direzione di provenienza di un suono. Il cervello è abituato a localizzare le sorgenti naturalmente in funzione di tali variazioni spettrali. Intervenendo quindi sul segnale per modificarne la risposta effettiva in frequenza si riesce a ricreare la sensazione di suoni originati da posizioni differenti rispetto al reale centro di emissione.

Nell’Air Surround Xtreme Yamaha dichiara di sfruttare dei calcoli che operano su una banda audio fino a 24 kHz sostenendo che l’estensione oltre le frequenze udibili aiuta a rendere il suono più naturale. Rispetto ad altre realizzazioni presenti sul mercato che solitamente impiegano l’HRTF in maniera meno sofisticata si otterrebbero in questo modo degli evidenti miglioramenti.

Note d’uso e ascolto: a parete si vede meglio

Sebbene sia possibile l’installazione in verticale oppure in orizzontale, la YAS 306 sembra prediligere il fissaggio a parete. I comandi e le spie luminose che segnalano le impostazioni operative sono ben fruibili in questa modalità mentre lo sono meno se il diffusore è sistemato su ripiano. In quest’ultima posizione infatti i tasti diventano più complicati da raggiungere e i LED sono visibili solo se il mobile è basso rispetto alla seduta dello spettatore. Ad ogni modo Yamaha ha previsto un intelligente ripetitore a infrarossi per supplire al probabile oscuramento del sensore IR del TV nel caso si scegliesse il posizionamento orizzontale.

I tasti di controllo sporgono leggermente dal profilo posteriore lungo il quale corre anche il ripetitore infrarosso utile nel posizionamento su ripiano in cui la barra può coprire il ricevitore del TV.

La connettività risulta limitata, il segnale audio digitale può arrivare solo attraverso un ingresso coassiale o ottico e l’assenza dell’HDMI si fa sentire. Non è prevista la lettura di nessuna memoria esterna vista la mancanza di una connessione USB dedicata a tale funzione. C’è l’uscita per implementare un subwoofer esterno. Bluetooth e le funzionalità di rete ampliano la ricettività. Sia attraverso la presa Ethernet che via wireless la YAS 306 apre le porte di MusicCast, che abbiamo avuto modo di testare in altre occasioni, su cui Yamaha punta molto.

Con questa soundbar quindi si ha la possibilità di creare un ambiente multiroom versatile che permette la condivisione di contenuti audio tra vari dispositivi compatibili dello stesso marchio o dà accesso a servizi di streaming abbastanza numerosi; oltre alle web radio nel nostro paese posiamo disporre di Spotify, Napster, Juke. La predisposizione comprende comunque anche Pandora, SiriusXM e Qobuz.

La app che consente il controllo attraverso un dispositivo mobile, sia smartphone che tablet, funziona molto bene e integra un’interfaccia grafica di controllo che la YAS non avrebbe su schermo vista la mancanza di collegamenti video. Il telecomando è piccolo ed essenziale, permette la scelta degli ingressi o delle stazioni net radio assegnabili e si può opzionare una riproduzione stereofonica o surround. I preset audio implementano un’enfatizzazione delle basse frequenze e un miglioramento dei dialoghi e (solo) tramite l’app MusicCast si ha accesso ad ulteriori impostazioni audio quali TV Program, Movie, Music, Sports e Game.

Le connessioni sono incassate in una rientranza del cabinet che aiuta a ridurre gli ingombri posteriori in entrambe le modalità di installazione. La tipologia e il numero di ingressi è ridotta al minimo indispensabile.

Con il tasto info sul telecomando è possibile conoscere il tipo di codifica in uso tra le compatibili Dolby Digital, Pro Logic II e DTS. Si tratta però di un’indicazione poco pratica perché prevede l’accensione temporanea di LED sulla base che sono altrimenti dedicati a segnalare l’attivazione di altre funzioni (status, ingressi vari, ecc.) per cui bisogna imparare l’effettiva corrispondenza.

Le prestazioni sonore che la YAS 306 offre sono senz’altro valide nella categoria delle soundbar di medio livello. La resa dinamica appare efficace e la potenza è sufficiente in ambienti di medie dimensioni. Il bilanciamento tonale è equilibrato e, anche se non si può pretendere una pulizia da alta fedeltà spinta, il segnale musicale viene proposto in maniera nitida e piacevole. Si può intervenire regolando finemente l’intervento della gamma bassa che riesce ad essere presente e ben sostenuta dalla potenza, il che costituisce un valido supporto alla visione dei film di azione. I dialoghi risultano molto chiari anche senza l’attivazione della funzione specifica clear voice.

Dove ci si aspettava qualcosa in più è l’efficacia degli effetti surround che per quanto siano in grado di generare un discreto coinvolgimento nella visione non hanno un’efficacia sbalorditiva. La parte frontale dell’emissione raggiunge discrete dimensioni mentre lo spostamento di effetti sonori da o verso la parete posteriore non avviene come con sistemi frontali più avanzati o (ovviamente) reali impianti multicanale. C’è una sensazione avvolgente che crea l’atmosfera ma non un’impressione ben definita dei movimenti sonori. Una certa influenza del punto di ascolto, specie dell’altezza, è stata rilevata.
Conclusioni: Streaming e 7.1 ma…

La YAS 306 è una soundbar che svolge bene il suo lavoro e riesce a migliorare l’esperienza cinematografica domestica rispetto all’inconsistenza della maggioranza dei moderni TV. Non trasforma il salotto in un cinema ma offre un intrattenimento apprezzabile e abbastanza coinvolgente. Sfrutta a pieno l’ambiente MusicCast e le funzioni di rete che si stanno facendo largo nell’apprezzamento e nelle abitudini degli appassionati fedeli al marchio Yamaha. Se si ha necessità di connettività maggiori o si volessero avere effetti tridimensionali più credibili bisogna però rivolgersi ai modelli superiori.

Andrea Allegri


Ci è piaciuto

  • Bilanciamento tonale e coinvolgimento
  • Costruzione
  • Servizi streaming
  • Compatibilità 7.1

Non ci è piaciuto

  • Effetti surround poco evidenti
  • Assenza di connessioni HDMI
  • Indicatori LED non visibili nell’installazione su ripiano

La pagella

Yamaha YAS 306

  • Prestazioni: l’estensione in frequenza è buona, i subwoofer fanno un lavoro apprezzabile e i dialoghi sono puliti. Il coinvolgimento e le prestazioni dinamiche sono di rilievo per la categoria, l’illusione dei canali laterali e posteriori non sempre risulta altrettanto efficace. Potenza più che discreta. 7,5
  • Possibilità operative: le connessioni sono limitate e manca l’HDMI come spesso accade nella categoria di appartenenza ma a questo prezzo l’assenza diventa meno tollerabile. L’ambiente MusicCast e le capacità di rete in parte alzano il giudizio grazie anche alla buona interfaccia di controllo per dispositivi mobili. 6,5
  • Costruzione: gli altoparlanti sono validi e i materiali impiegati sono di qualità come da tradizione Yamaha. La linea risulta gradevole e le dimensioni compatibili con le situazioni domestiche in cui andrà presumibilmente ad operare. 8
  • Rapporto qualità/prezzo: Il prezzo è accettabile in funzione della qualità costruttiva e delle prestazioni sonore ma è comunque ai limiti superiori della categoria il che potrebbe invogliare qualcuno a fare uno sforzo in più. 7

  • Marca: Yamaha
  • Modello: YAS 306
  • Tipo: Front Surround System
  • Dimensioni (LxAxP): 950x72x131 mm
  • Peso: 4,9 kg
Caratteristiche principali dichiarate
  • Driver: 2×5,5 cm woofer, 2×1,9 cm tweeter, 2×7,5 cm subwoofer.
  • Numero di canali: 7.1.
  • Potenza d’uscita: frontale L+R 30 W + 30 W (6 ohm, 1 kHz, 10% THD); subwoofer 60 W (3 ohm, 100 Hz, 10% THD).
  • Connessioni: digitale ottico x1, digitale coassiale x1, analogico stereo x1, uscita subwoofer.
  • Formati audio: Dolby Digital, Dolby Pro Logic II, DTS.
  • Connettività: Wireless Music Streaming, Wi-Fi, AirPlay, Bluetooth
  • Distribuito da: Yamaha Music Europe GmbH – Branch Italy, Viale Italia 88, 20020 Lainate (MI)

Author: redazione

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