Devialet Phantom Silver Dialog

Indagine su un diffusore all’avanguardia

I fatti erano sotto gli occhi di tutti, talmente evidenti che nessuno sembrava accorgersene. Da qualche tempo tutto l’amato corredo degli audiofili stava misteriosamente scomparendo.

I venerati componenti dell’impianto hi-fi si stavano riducendo non solo di dimensione ma anche di numero, lasciando tristi spazi vuoti nei mobili portaelettroniche. Pure i supporti musicali si stavano smaterializzando. Certo, la musica era sempre nell’aria, ma le curve sinuose intarsiate sui vinili e i brillanti riflessi impressi sui CD stavano via via svanendo dagli scaffali. Da tempo ridotta a sequenze codificate di due soli numeri, 0 e 1, sempre più spesso veniva ammassata dentro oscuri hard disk o anche spedita alla velocità della luce da un capo del mondo all’altro.
Molti audiofili, sempre concentrati sul dettaglio e sulle sfumature tanto da farsi quasi sfuggire il cambiamento epocale in atto, battevano progressivamente in ritirata abbandonando quegli impianti hi-fi diventati sempre più raffinati, complicati, costosi, alla fine difficili da gestire. Qualcuno era fuggito in moto, qualcun altro stava coltivando hobby più accessibili, i meno fortunati andavano alla continua ricerca di lavoro.

Che fosse in atto un complotto colossale ai danni dell’alta fedeltà? Un caso torbido, ma bisognava andare a fondo in questa faccenda. Troppo difficile? Forse avrei dovuto dare ascolto a mia madre e abbandonare le velleità da giornalista indagatore per fare lo scienziato come avrebbe voluto lei.

Da dove cominciare? Dai “Parigini” pensai. Quelli di Devialet sembrano saperla lunga, gli amplificatori Expert fanno un sacco di cose e, sembrerebbe, tutte bene; uno di loro ti basta per sostituire molti componenti dell’impianto. Se non è una prova compromettente questa…

La struttura ultra rigida è studiata per supportare il sistema Heart Bass Implosion i cui woofer generano una alta pressione interna. Ogni diffusore è chiuso con macchine che applicano 1,2 tonnellate di forza per sigillare il cabinet. L’ingegnerizzazione è a livelli di eccellenza con la raffinata elettronica sviluppata su schede sagomate per sfruttare al massimo gli spazi disponibili.

L’intuizione era buona, avrei potuto infilarmi come al solito nei più “malfamati” rivenditori di hi-end in cerca di qualche altra meraviglia tecnologica francese ma una soffiata mi aveva detto che anche negli Apple Store più “in” del mondo c’erano indizi interessanti. Lì ti aspetti di beccare al massimo dei diffusori Bluetooth e invece qualche pezzo grosso della “Mela morsicata” si era proprio innamorato dei diffusori wireless Devialet Phantom tanto da volerli assolutamente nei propri negozi.

Dei tipi tosti dalla faccia pulita questi Phantom. Un’espressione rassicurante, accattivante, che potresti incontrare non solo in casa degli audiofili navigati ma anche nello studio del professionista affermato o in qualche superattico alla moda. Forma moderna, una specie di uovo futuristico tutto bianco ispirato agli studi di Olson sulla perfetta forma acustica per ottimizzare la dispersione in tutte le direzioni. Dotati di un driver concentrico frontale in alluminio (in gergo Active Cospherical Engine, ACE per gli amici) in cui un medio ad anello fa da cornice ad un tweeter. I woofer invece sono stati piazzati contrapposti ai lati. Due altoparlanti dalla membrana convessa, sempre in alluminio, che operano in un piccolo volume ermeticamente chiuso secondo un principio detto “Heart Bass Implosion” (HBI).

Il driver delle frequenze medie e alte è un concentrico con membrane in alluminio che riprende la forma sferica del diffusore. Sotto il logo Devialet è celato un sensore di contatto che rileva il tocco della mano. Questo viene utilizzato durante la procedura di configurazione guidata che si esegue per l’impostazione dei diffusori sinistro e destro.

Dei bravi ragazzi in fondo questi Phantom eppure incredibilmente duri. Dicono che la struttura sia quasi inaccessibile, un mix impenetrabile di fibra di vetro, ABS e policarbonato, rigidissima e chiusa a pressione con macchine che applicano qualche tonnellata di peso. I più informati sussurrano con un po’ di timore reverenziale che oltre a 102 brevetti abbiano pure una straordinaria e irreprensibile forza. Una distorsione bassa tre cifre oltre la virgola e tanta potenza analogico-digitale (750, 3.000 e 4.500 watt di picco a seconda della versione) grazie ai circuiti Analog Digital Hybrid (ADH) come quelli impiegati sulla serie Expert, quelli in cui un amplificatore in classe A fornisce lo swing di tensione e un altro in classe D, posto in parallelo, eroga la corrente. “Stai a vedere che si possono anche aggiornare gratuitamente” ridacchiai tra me e me ignaro che il sistema Phantom è basato sulla piattaforma Devialet EVO che consente l’upgrade del firmware alla versione più recente rilasciata dalla casa.

Ci volle un po’ prima di riuscire ad attirarli in redazione ma alla fine una coppia di Phantom Silver arrivò scortando il “boss” Expert 1000 Pro per l’esordio nazionale su AUDIOreview 378. Posti su stand alti 70 centimetri, sotto la fioca luce inquisitoria della sala di ascolto bisognava trovare un modo per farli cantare. Apparentemente nessun collegamento fisico da effettuare, non un cavo di segnale o di potenza, solo quelli di alimentazione inclusi nella confezione, tutto il resto avveniva wireless. Il mistero si infittiva e le prove a carico di Devialet si aggravavano.
“So io come farvi sciogliere” ghignai. Avrei potuto connettermi via Bluetooth e dargli in pasto un po’ di brani dal mio smartphone ma pensai subito di essere risoluto e mi rivolsi a quello che aveva tutta l’aria di essere il cervello della banda, “monsieur” Dialog. Un tipetto discreto ed elegante, un compatto router WiFi dedicato a interfacciarsi con il sistema, uno in grado di mettere d’accordo la “banda multiroom” Phantom al completo che può arrivare a 24 elementi e invaderti tutte le stanze di casa. Il “piccoletto” riceve segnali dall’ingresso Ethernet ma anche da una sorgente digitale attraverso il cavo ottico. Inoltre ogni Phantom è dotato di ingresso Toslink e il Dialog può distribuire nella rete interna le informazioni musicali eventualmente ricevute dai singoli diffusori presenti.

Parlare con Dialog fu abbastanza semplice attraverso l’applicazione Devialet Spark per dispositivi mobili e tablet. Così con tutti i componenti connessi alla medesima rete LAN intrapresi il percorso di configurazione. Uno alla volta i Phantom Silver iniziarono ad “aprirsi”, prima muovendo ritmicamente i woofer poi emettendo un ipnotico suono fino a che non mi decisi di determinare chi fosse il destro e chi il sinistro nella configurazione stereo scelta nel menù. Effettuai questa specie di iniziazione toccandoli sulla “fronte” uno alla volta, con un gesto benevolo della mano per attivare il sensore touch nascosto appena sotto il logo Devialet. I due dopo poco furono pronti a spifferarmi il loro segreto musicale e partii subito ascoltando qualche web radio, tanto per saggiare i servizi di streaming che includono pure Deezer, Qobuz e Tidal.

Moderna e molto curata anche l’estetica degli imballi protettivi in cui viaggia ciascun diffusore Phantom.

L’impressione fu subito ottima, di certo il loro convertitore Burr Brown PCM1798 faceva il suo dovere. Bella presenza, suono pieno e ben delineato nonostante non si trattasse di file ad alta risoluzione. Un barlume di luce iniziò a trapelare, forse le cose non stavano proprio come immaginavo: “Vuoi vedere che alla fine non c’è nessun complotto e il piano di Devialet è un altro?”. Allora passai repentino ai brani in HD fino a 24 bit/192 kHz con il nostro lettore multiformato redazionale Oppo BDP-105 D collegato al Dialog. Giusto pochi ritocchi al posizionamento in ambiente, un piccolo arretramento nella distanza dalla parete di fondo, rimanendo sempre oltre il metro, e un avvicinamento del punto di ascolto tanto perché dalle nostre parti non si scherza. Sempre tramite il mio fido smartphone ero dunque in grado di controllare il volume e cercai di fare il duro con i Phantom ma loro si dimostrarono più duri di me. Mi avevano messo in guardia: “Fai attenzione con i Phantom, la loro potenza potrebbe coglierti alla sprovvista”.

I Phantom possono essere posizionati sui tradizionali stand per ottimizzare le prestazioni in ambiente o su mobile. Notare il cavo di alimentazione giallo, l’unico collegamento fisico necessario per il funzionamento.

L’ambiente di ascolto di AUDIOreview è ampio abbastanza da mettere in soggezione anche qualche sprovveduto diffusore da pavimento o amplificatore ipotrofico, quelli che provano a fare i gradassi nelle salette delle fiere e poi piagnucolano come un bambini quando si trovano a tirar fuori i bassi veri da noi. La pressione emessa era molto convincente, superiore alle attese, sorprendente per le dimensioni dei diffusori. In effetti in alcuni passaggi impegnativi, la consueta selezione con brani tosti della grande orchestra o di batteria da picchiatore, pensai pure che qualche subwoofer fosse arrivato a dar loro manforte tanta era l’estensione e l’impatto. Oltre alla forza mi accorsi presto che non mancava neanche una timbrica equilibrata, tendente al chiaro, in grado di esporre gli strumenti come gli archi con raffinatezza e senza accenni di ruvidità. L’ascolto divenne ben presto godibile pure con le voci e i brani di riferimento dedicati alla gamma media, grazie ad un preciso dettaglio che solo in qualche passaggio mi è sembrato sfocarsi nei contorni. Notevole anche lo stage ricreato, ampio a sufficienza e dalle giuste proporzioni in altezza e profondità.

Alla fine il caso sembrò assumere connotati diversi. E se il sistema Phantom fosse un beneficio per la realtà attuale del mondo dell’alta fedeltà? Se questi diffusori fossero in grado di attrarre nuovi appassionati grazie alla loro modernità, qualità e praticità di utilizzo?

Mettendo da parte la situazione paradossale della immaginaria indagine, il Phantom è un prodotto decisamente ben suonante. Non offre il divertimento audiofilo del comporre un impianto pezzo per pezzo ma propone un sistema completo, efficace ed evita di passare tante notti insonni a rimuginare su eventuali errori. Le prestazioni (e il prezzo) sono tali da farlo rivaleggiare con molte situazioni Hi-End e anche coloro che proprio non riescono ad abbandonare il concetto della catena hi-fi possono riconoscerne la validità musicale e la praticità. Il Phantom si basa su sofisticata tecnologia ed è una ventata di aria fresca in un campo che troppo spesso rischia di chiudersi in se stesso diffidando cautamente delle innovazioni tecnologiche.

Il Dialog è un hub wireless che permette di gestire vari Phantom in stereo, multicanale e multiroom. Suo il compito è di distribuire ai vari diffusori i contenuti musicali ottenibili in rete tramite i servizi di streaming o ricevuti da una sorgente digitale attraverso il collegamento con cavo ottico. Ciascun Phantom è dotato di ingresso TosLink e il segnale così ricevuto può essere condiviso con gli altri diffusori per mezzo del Dialog.

I dubbi sull’esistenza di complotto globale rimasero ma almeno sapevo che i “Parigini” di Devialet ne erano fuori. Uscirono dall’indagine immacolati come la candida livrea dei Phantom perché le loro intenzioni sono sempre quelle di far ascoltare la musica in modo innovativo, esclusivo e con un ottimo suono.

Stanco ma soddisfatto chiusi il caso. Avrei potuto fare lo scienziato, come voleva mia madre, ma immischiarsi in misteri audiofili (alle volte) è tremendamente gratificante.

Andrea Allegri

 


Devialet Phantom Silver & Dialog

  • Sistema di altoparlanti attivo con hub wireless
  • Costruttore: Devialet, 10, Place Vendôme, 75001 Parigi, Francia. www.devialet.com
  • Distributore per l’Italia: Devialet Italia. Tel. 335 6604127 – italia@devialet.com
  • Prezzo: Phantom Silver euro 1.990,00 cadauno; Dialog euro 299,00
CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

PHANTOM SILVER

  • Tipo: sistema di altoparlanti 3 vie, attivo, da supporto.
  • Altoparlanti: 2 woofer a cupola 18 cm, midrange e tweeter a cupola concentrici in alluminio.
  • Potenza: 3.000 watt di picco, amplificazione ADH.
  • Distorsione: 0,001%.
  • Rumore di fondo: <0,5 dB SPL a 3 metri.
  • Pressione sonora: 105 dB SPL a 1 metro.
  • Risposta in frequenza: da 16 Hz a 25 kHz ±2 dB a 82 dB; da 28 Hz a 25 kHz ±2 dB a 92 dB; da 49 Hz a 25 kHz ±2 dB a 102 dB.
  • Convertitore: TI PCM1798 24 bit/192 kHz.
  • Processore: ARM Cortex – A9 MPCore 800 MHz dual-core; FPGA in un chip singolo Cyclone V (SoC); memoria 512 MB DDR3.
  • Dimensioni (LxAxP): 253x255x343 mm.
  • Peso: 12 kg

DIALOG

  • Processore: Quad core – 1 GHz (Freescale iMX6).
  • Memoria: 2 GByte DDRAM; 4 GByte Flash.
  • Rete: Gigabit Ethernet switch, 3 x Wi-Fi 2,4 GHz/5 GHz (802,11abgn), 1 x PLC 500 Mbps (HomePlugAV). Ingressi: 1 Ethernet, 1 ottico, 1 USB.
  • Funzionalità: High performance WiFi network 2,4 GHz + 5 GHz + PLC con ogni Phantom; Proxy e NAT management per creare un network dedicato con ogni Phantom; Online music streaming, upgrade management.
  • Dimensioni (LxAxP): 220×17,5 x111 mm.
  • Peso: 0,59 kg

Author: redazione

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