Dali Spektor 6, 2, Vokal e sub E-9F

Volkston!

Il titolo sarebbe stato invero perfetto per un marchio tedesco. Ma in danese, la lingua di Dali, stando al popolare traduttore on line lo stesso titolo sarebbe suonato tipo “lyden af de mennesker”… e credo che nessuno avrebbe capito che stiamo parlando di (buon) “suono per tutti”…

Dali ha trovato la mitica quadratura del cerchio, offrendo un prodotto eccellente ad un prezzo accessibilissimo. Ecco… ho spoilerato le conclusioni, ma non credo ci fosse un altro modo ragionevole per introdurre la nuova linea Spektor. In realtà non c’è nulla di insolito, perché il costruttore danese ha sempre avuto in catalogo anche prodotti di prezzo abbastanza contenuto; almeno a me, però, viene più immediato associare al marchio i suoi prodotti di fascia alta (e prezzo congruente al rango).

Certo è che il prezzo degli Spektor non solo è davvero contenuto in assoluto ma diviene quasi “sospetto” quando constatiamo la qualità complessiva di questi oggetti. Anche in questo caso non c’è un vero motivo di stupore. Il “miracolo” si spiega con la vituperata parolina “delocalizzazione”. Anche se tutta la fase di sviluppo è svolta in casa, la produzione avviene in Cina. Nulla di male, soprattutto se il risultato è quello che abbiamo di fronte. La linea Spektor è composta da quattro modelli. Gli Spektor 6, da pavimento, gli Spektor 1 e 2 da supporto ed il canale centrale Vokal.

Il distributore italiano ci ha inviato un sistema 5.1 con gli Spektor 6 da utilizzare come frontali, scegliendo per i canali posteriori gli Spektor 2 ed abbinando al tutto il subwoofer E-9 F, che all’interno del catalogo è quello che meglio si sposa come livello di prestazioni e fascia di prezzo. Con meno di 1.700 euro è stato possibile assemblare un impianto audio multicanale in grado di regalare forti emozioni, con una resa di ottimo livello ed un grado di finitura molto gradevole.

La ricetta Dali

I frontali Spektor 6 utilizzano due woofer da 165 mm che lavorano in parallelo. Due anche i condotti di accordo.

Il segreto di un prodotto così ben riuscito non è certo l’aver spostato la produzione in oriente, azione dalla quale può derivare solo il contenimento dei costi. Le performance si ottengono attraverso la conoscenza e da questo punto di vista il know-how di Dali è straordinario. Un bravo cuoco deve certamente essere in grado di ottenere il massimo dalla migliore e più costosa materia prima, ma deve anche saper sfornare manicaretti deliziosi con ingredienti semplici ed economici. In ambito tecnologico le performance migliori richiedono l’impiego di materiali particolari, spesso costosi, ma di certo questi da soli non bastano.

Occorre, come dicevamo, la conoscenza. La stessa conoscenza che permette, a chi la padroneggia, di sfornare buoni piatti anche con ingredienti comuni. Qual è allora la ricetta degli Spektor? Il principale artefice della riuscita di questa linea è lo studio fatto sui trasduttori. Per le membrane dei woofer Dali ha messo a punto, per conciliare i classici requisiti purtroppo antitetici ma parimenti indispensabili di leggerezza, rigidità e smorzamento, un particolare mix di fibra di cellulosa e fibra naturale di legno.

Il subwoofer fa uso di un driver da 9” a lunga escursione con membrana in alluminio. L’amplificazione in classe D garantisce una potenza continua di 170 watt.

Questa seconda componente, opportunamente e sapientemente dosata, permette di controllare i fenomeni di break-up delle membrane, consentendo in fase di progetto di ottimizzare la dispersione permettendo al contempo di semplificare la rete di crossover. Il contenimento del peso delle membrane a sua volta permette l’utilizzo di sospensioni più cedevoli e quindi da un lato garantisce una maggior linearità di funzionamento e dall’altro fornisce una buona efficienza senza l’impiego di magneti particolarmente potenti.

Altro elemento comune a tutti i modelli della linea è il tweeter a cupola morbida da 1 pollice. Anche in questo caso si è fatto ricorso ad un tessuto molto leggero, 0,056 mg/mm2, che a detta del costruttore rappresenta una riduzione del 50% circa rispetto alla media dei tessuti tradizionali. Le dimensioni del complesso magnetico appaiono generose per un tweeter, ma evidentemente in questo caso non c’era modo di risparmiare. I mobili sono realizzati in MDF, con la finitura vinilica nera che imita alla perfezione il legno, anche al tatto. Gli spigoli frontali sono arrotondati: non è un lavoro di fine ebanisteria, ma l’effetto è quello di un prodotto tutt’altro che economico.

Il canale centrale Vokal monta due driver da 115 mm. Il tweeter a cupola morbida da 25 mm è lo stesso utilizzato in tutti i modelli della linea Spektor, che hanno in comune anche il caricamento in bass reflex con accordo posteriore.

I crossover sono montati a ridosso della vaschetta dei morsetti, anch’essi ben realizzati. I quattro componenti della linea Spektor, accomunati dalle caratteristiche summenzionate, differiscono per dimensione e numero dei trasduttori della gamma bassa. Gli Spektor 6 sono stati oggetto di una prova come sistema a due canali sul numero scorso di AR. Ci limitiamo qui a ricordare che il sistema impiega due woofer da 165 mm che lavorano in parallelo; due anche i condotti reflex posteriori. Anche il canale centrale Vokal monta due midwoofer, il cui diametro è di circa da 115 mm. I due sistemi da supporto Spektor 1 e 2 posteriori dispongono invece di un componente da 115 mm il primo e 130 mm il secondo. Il sub, che non appartiene alla linea ma ne ricalca filosofia e finitura, utilizza un bel woofer a lunga escursione con cono in alluminio.

L’amplificazione è in classe D da 170 watt RMS continui e la dotazione di controlli è completa. Oltre al livello ed alla frequenza di taglio regolabile con continuità tra 40 e 120 Hz, troviamo l’inversione della fase ed un selettore per scegliere la modalità di accensione. Due sono gli ingressi, uno stereo ed uno mono da collegare direttamente all’uscita LFE del processore audio.

L’ascolto

Per la prova sul campo abbiamo abbinato ai diffusori Dali il sintoamplificatore Denon AVR-X2300W, un apparecchio funzionalmente completo, sonicamente performante e anch’esso dal prezzo contenuto in relazione a quanto offerto (e non per niente vincitore del premio EISA…). Visto che un esemplare era ancora in redazione, ci è sembrata la scelta più consona.

Come sorgente abbiamo richiesto i servigi del solito, ottimo, Oppo 105, non perché sia il compagno “giusto” per il sistema in prova (come fascia di prezzo si colloca troppo in alto) ma semplicemente perché è la nostra sorgente di riferimento, collegata ai nostri “serbatoi” di musica. Il test è iniziato previa taratura manuale, senza quindi nessun ausilio da parte dell’ampli, col sistema in configurazione 5.1. Diversamente da quanto fatto da Gian Piero Matarazzo il mese scorso, non ho cercato nessuna ottimizzazione del collocamento dei canali frontali, piazzandoli semplicemente a ridosso della parete di fondo, allineati col centrale, lasciando quel tanto di spazio che basta a non disturbare eccessivamente il funzionamento dei condotti reflex. In questo modo mi sono messo nelle peggiori condizioni, che però potrebbero essere quelle obbligate per molti potenziali utilizzatori; il sistema può, eventualmente, solo migliorare qualora le condizioni ambientali lo potessero consentire.

Il risultato mi ha lasciato a bocca aperta. Prima ancora di parlare di timbrica, estensione o dinamica, voglio elogiare la capacità degli Spektor 6 di mettere a fuoco la scena. La prima traccia che ho riprodotto è un “banale” test per la verifica dei collegamenti (destro, sinistro, fase, in stereo). Ebbene, mi sono dovuto alzare dal divano per verificare da vicino che non fosse il centrale, per qualche strana ragione, a riprodurre il suono la cui provenienza così facilmente, chiaramente, precisamente era identificabile col diffusore centrale. Ma il merito era tutto delle Dali.

Oltre agli Spektor 2 inseriti in questo sistema, con woofer da 130 mm, in questa linea di diffusori è presente anche un altro modello da supporto, lo Spektor 1, leggermente più piccolo, con driver da 115 mm.

Soddisfacente anche la stabilità in altezza, con variazioni di quota piuttosto contenute in relazione al timbro. L’altro aspetto che piace immediatamente è l’estensione sia in alto che in basso, anche se all’estremo inferiore la sensazione di “fisicità” lascia un po’ a desiderare; comunque la sensazione è quella di essere di fronte ad un diffusore grande. La timbrica è aperta, i transitori sono netti e veloci, le voci riprodotte con discreta naturalezza. Faccio ancora fatica a credere che non vi siano errori sul prezzo degli Spektor 6, ma d’altronde la prova come sistema a due canali è stata pubblicata da oltre un mese e non abbiamo avuto smentite…

Passo quindi all’ascolto in multicanale. L’impronta è quella data dai frontali, ai quali il centrale e i posteriori (entrambi configurati come small) non fanno alcuna fatica a stare dietro. Se siete in appartamento difficilmente potrete sfruttare tutta la dinamica che il sistema garantisce, a meno di non invitare a casa anche i vicini. Prima di procedere oltre provvedo ad effettuare una calibrazione automatica col sistema Audyssey che l’ampli Denon mi mette gentilmente a disposizione. Migliora la pulizia in gamma bassa ma continua a mancare la percezione fisica delle frequenze più profonde. Oltre a qualche traccia ad effetto, tratta da colonne sonore particolarmente movimentate, mi sono dilettato anche con qualche brano classico in multicanale, ben più impegnativo. Le positive impressioni ricevute dall’ascolto in stereo trovano piena conferma.

Tento quindi l’esperimento di portare davanti i piccoli Spektor 2, naturalmente sempre coadiuvati dal sub; questa soluzione consentirebbe un risparmio di quasi 400 euro, ma francamente non credo ne valga la pena. Il motivo è presto detto. Nonostante il suono rimanga corretto, si perde eccessivamente in naturalezza in gamma media e/o medio-bassa; nonostante il tweeter sia il medesimo ho perfino avuto la sensazione che diminuisse l’apertura in gamma alta. Insomma, non sembra più di avere davanti quel sistema che suona così bene in relazione al prezzo. Semmai, avendone la possibilità, cercherei di migliorare il sub, che fa un ottimo lavoro ma che non riesce a ricreare le giuste vibrazioni duodenali.

Conclusioni

Non credo che ci sia molto da aggiungere a quanto detto in apertura. Il sistema completo costa più o meno quanto due soli buoni frontali. La resa è coinvolgente, la timbrica è sana, la personalità allegra. L’unica carenza evidente è la mancanza di fisicità all’estremo inferiore. Allora sono privi di difetti? No, ma quando il sistema è in funzione se ne colgono solo i pregi, anche senza stare a pensare al prezzo.

Mario Mollo


Ci è piaciuto

  • La resa è dinamica e di notevole impatto nell’uso home theater; la timbrica sana e le buone doti di ricostruzione prospettica ne fanno anche dei validissimi sistemi per l’uso puramente hi-fi
  • Il rapporto qualità/prezzo è la caratteristica che più di ogni altra salta immediatamente all’occhio

Non ci è piaciuto

  • Gamma bassa con impatto non proprio “fisico”…

Misure sistema 5.1 DALI Spektor

Per l’occasione abbiamo eseguito il test della TMD (Total Music Distortion) in anteprima assoluta con segnale musicale a 5.1 canali, prontamente messo a disposizione dal laboratorio di AUDIOreview (leggi Fabrizio Montanucci).

Il sistema Dali si è comportato in maniera egregia sia nella misura effettuata previa taratura manuale sia sfruttando il sistema automatico Audyssey, di cui riportiamo qui il grafico. Da questo si rileva una risposta in frequenza (curva blu) dall’andamento molto regolare, con scarto medio rispetto alla curva ideale in ambiente (linea gialla) di 2,12 dB nella gamma da 80 a 10.000 Hz e di 3,08 dB sull’intera banda audio, con scarti maggiori verso gli estremi.

Il risultato delle misure è di ottimo livello anche per quanto riguarda gli indici di distorsione, mediamente inferiori all’1,5% per un livello di prova totale di 90 dB. Il tutto è in perfetto accordo con le sensazioni di ascolto. La qualità complessiva del progetto emerge chiaramente sia nella misura delle sole Spektor 6 sia in quella del sistema con tutti i diffusori in funzione, sub compreso.

Le Spektor 2 da sole invece hanno esibito livelli di distorsione superiori. All’ascolto era apparso evidente che non avrebbe avuto senso realizzare un sistema 5.1 con quattro Spektor 2, vuoi per ottenere un piccolo risparmio, vuoi per qualche problema di spazio. La perdita di “finezza” nella resa complessiva rispetto al sistema basato sulle Spektor 6 davvero non giustifica in alcun modo il risparmio ottenibile, né in termini di costo né di spazio. Anche la scarsa fisicità della gamma bassa si ritrova nei grafici.


La pagella

  • Prestazioni: Resa corretta e piacevole con tutti i generi; manca un po’ il basso viscerale.  8
  • Costruzione: L’impiego di materiali non costosi non pregiudica minimante la resa estetica. La realizzazione non offre il fianco a critiche. 9
  • Rapporto qualità/prezzo: È il punto di forza di questo sistema. 9
  • Misure: Per il sistema Dali abbiamo messo in campo la misura di TMD (Total Music Distortion) con un segnale a 5.1 canali, test che le Spektor hanno superato brillantemente, evidenziando ottima linearità e bassa distorsione. 8,5

Carta d’identità

  • Marca: Dali
  • Modello: Spektor 6
  • Tipo: sistema da pavimento bass reflex
  • Dimensioni (LxAxP): 195x972x313 mm
  • Peso: 13,8 kg
  • Numero vie: due.
  • Frequenza di incrocio: 2.500 Hz.
  • Altoparlanti: 2 woofer da 165 mm, 1 tweeter a cupola morbida da 25 mm.
  • Potenza consigliata: 30-150 watt.
  • Sensibilità: 88,5 dB (2,83 V/1 m).
  • Impedenza nominale: 6 ohm.
  • Risposta in frequenza: 43 Hz-26 kHz (±3 dB).
  • SPL massima: 109 dB
  • Prezzo: euro 650,00 la coppia
  • Modello: Spektor 2
  • Tipo: sistema da supporto bass reflex
  • Dimensioni (LxAxP): 170x292x238 mm
  • Peso: 4,2 kg
  • Numero vie: due.
  • Frequenza di incrocio: 2.600 Hz.
  • Altoparlanti: 1 woofer da 130 mm, 1 tweeter a cupola morbida da 25 mm.
  • Potenza consigliata: 25-100 watt.
  • Sensibilità: 84,5 dB (2,83 V/1 m).
  • Impedenza nominale: 6 ohm.
  • Risposta in frequenza: 54 Hz-26 kHz (±3 dB).
  • SPL massima: 105 dB.
  • Prezzo: euro 269,00 la coppia
  • Modello: Spektor Vokal
  • Tipo: canale centrale bass reflex
  • Dimensioni (LxAxP): 435x152x204 mm
  • Peso: 5,3 kg
  • Numero vie: due.
  • Frequenza di incrocio: 2.100 Hz.
  • Altoparlanti: 2 woofer da 115 mm, 1 tweeter a cupola morbida da 25mm.
  • Potenza consigliata: 40-120 watt.
  • Sensibilità: 87 dB (2,83 V/1 m).
  • Impedenza nominale: 6 ohm.
  • Risposta in frequenza: 66 Hz-26 kHz (±3 dB).
  • SPL massima: 107 dB
  • Prezzo: euro 189,00 la coppia
  • Modello: Sub E-9 F
  • Tipo: subwoofer attivo bass reflex
  • Dimensioni (LxAxP): 287x307x310 mm
  • Peso: 11,8 kg
  • Altoparlanti: 1 woofer da 9” a lunga escursione.
  • Potenza amplificazione: 170 watt RMS (continua), 220 watt RMS (massima).
  • Impedenza di ingresso: 25 kohm.
  • Risposta in frequenza: 35 Hz-190 Hz (±3 dB).
  • Frequenza di crossover: 40-120 Hz.
  • SPL massima: 109 dB.
  • Ingressi: 1 RCA stereo, 1 LFE
  • Prezzo: euro 580,00Distribuiti da: Pixel Engineering Srl, Via S. Francesco 4, 21013 Gallarate (VA). Tel. 0331 781872 – www.pixelengineering.it

Author: redazione

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