iPad, il proteiforme
Scritto da Nicodemo Angì - 10.07.10
Nicodemo Angì
Il nuovo oggetto del desiderio - tecnologico e non - è un "esemplare" non facilmente catalogabile. Lettore di E-Book o player multimediale? Netbook o strumento di produttività? Navigatore satellitare o cacciatore di Hot-Spot Wi-Fi?
L'inafferrabilità dell'iPad viene certamente elevata a potenza o diminuita, anzi, dalla grande quantità di applicazioni disponibili, alcune ereditate dall'iPhone e molte altre (svariate migliaia) create appositamente. Esse permettono di plasmare a proprio piacimento il Pad, enfatizzandone alcune caratteristiche e/o introducendone di nuove.
Le vendite di quello che sarebbe forse riduttivo chiamare semplicemente un tablet viaggiano a livelli stratosferici, tanto da far dire a Brian Marshall, analista di Broadpoint Amtech, che "Every time I come up with new figures they become obsolete”. In effetti la società di ricerca ha aumentato le sue previsioni di vendita per giugno 2010, l'intero anno 2010 ed il 2011 portandole da 1 milione, 6 milioni e 12,2 milioni a 2,5, 10 e 17 milioni rispettivamente. Dietro questa “febbre“ ci sono vari fattori: l'indubbio sex appeal dell'apparecchio, l'interfaccia spettacolare e pratica nello stesso tempo, il fattore moda ed una sorta di orgoglio che sembra pervadere i possessori degli apparecchi della Mela. Non manca, ovviamente, qualche pollice verso: c'è chi resta perplesso nel constatare come gli sviluppatori non siano liberi di vendere le loro creazioni direttamente ai consumatori e chi critica la non-compatibilità con Flash. Time Warner e NBC Universal, per esempio, hanno dichiarato che non convertiranno le loro librerie video per l'iPad, mantenendole nel formato di Adobe. Parlando di editoria non si può comunque non segnalare il grande successo delle edizioni dedicate di molti giornali. L'edizione per iPad del Wall Street Journal, venduta a 17,29 $ al mese, aveva agli inizi di giugno più di 10.000 clienti, il 1° giugno il Financial Times ha annunciato che da iTunes erano state scaricate 130.000 copie della loro applicazione gratuita, resa disponibile soltanto due settimane prima, e in tre giorni il Times ha venduto, a 9,99 sterline, 5.000 copie della sua app.
Anche NewMediaPro ha sviluppato una sua applicazione gratuita per iPad, con l'intento di agevolare chi intende fruire della rivista in una maniera moderna e veloce, consona ai tempi e alla vocazione tecnologica delle sue testate.
Abbiamo perciò pensato di fare, insieme a voi, un “viaggio” dentro e intorno alla creatura di Cupertino, per cercare di capirne il carattere che si preannuncia sicuramente non banale, con pregi e limiti ben delineati.
Seguiteci, a partire da domani.
I prodotti Apple colpiscono per la forma che, sempre elegante e minimalista, non è però fine a sé stessa: la sostanza infatti c'è tutta...
Nicodemo Angì
Cosa, dire, il Pad è bello e non passa inosservato. La sua scocca, riuscito connubio di alluminio e vetro, è molto sottile ed elegantemente ricurva sul dorso, cosa che contrasta piacevolmente con il vetro piano che occupa tutto il frontale eccezion fatta per una sottile cornice ricavata nella stessa fusione della scocca. La compattezza del tutto trasmette una gradevole sensazione di robustezza, che invita ad un uso on the road. Il display da 9,7 pollici ha un rapporto di forma di 4:3 (può sembrare strano ma lo si è probabilmente adottato sia pensando all'uso come lettore di E-book sia per non creare un oggetto troppo “sbilanciato” verso una sola delle sue dimensioni) ed una risoluzione abbastanza elevata: i suoi 1024 x 768 punti coprono infatti 2,5 volte un display VGA. Il cristallo che copre lo schermo ha un rivestimento oleorepellente per poter essere pulito più facilmente dalle inevitabili impronte digitali e permette, of course, la gestualità Multitouch, che è stata riprogettata con nuove funzionalità calibrate sullo schermo più grande e ci immerge ancor di più nelle atmosfere di Minority Report.
La tecnologia IPS (In-Plane Switching) usata nel display promette (e mantiene) un angolo di visione più ampio rispetto ad altri LCD; la retroilluminazione a LED permette poi un'autonomia anche superiore alle 10 ore. Le possibilità di connessione sembrano limitate dato che, dopo averlo osservato da tutti i lati, il conto delle interfacce visibili si ferma a tre: connettore proprietario a 30 pin (con cavo USB per il collegamento con i computer), jack da 3,5 mm e microfono. La cosa si spiega sia con l'abituale atteggiamento degli uomini di Cupertino, orgogliosi della specificità dei loro prodotti, sia con l'abilità che l'iPad dimostra nel ruolo di surfer delle onde elettromagnetiche. Questo prodotto ha infatti, anche nella versione più economica, una sviluppata connettività Wi-Fi, che comprende con le specifiche 802.11 nei “dialetti” a/b/g/n. La versione 3G ha anche lo slot per una mini SIM, abilitata solamente al traffico dati, compatibile con reti UMTS/HSDPA a 850, 1900, 2100MHz e GSM/EDGE a 850, 900,1800, 1900MHz; non manca poi un link Bluetooth 2.1 + EDR. In questo modo sarà possibile usare un dock con tastiera, dal quale prelevare anche un segnale audio oppure una tastiera wireless o diversi cavi e adattatori, fra i quali segnaliamo quello A/V component e gli adattatori con uscita VGA e quelli che trasformano il 30 pin in lettore di SD Card o in USB host per “leggere” le memorie interne delle fotocamere.
La dotazione hardware prevede memoria solid state nei tagli da 16, 32 o 64 GB ed il nuovo processore A4, funzionante a 1 GHz: si tratta di un "system on a chip" concepito da Apple appositamente per il Pad. Il fatto che l'A4 integri molte funzioni permette una avanzata gestione dell'energia, una superiore compattezza e prestazioni piuttosto buone. In effetti questo tablet (il vocabolo è adatto a questo oggetto così particolare?) è apparso molto veloce e reattivo, seguendo senza ritardi i movimenti delle dita (anche di due mani) durante le zoomate, le azioni di gioco e lo spostamento di oggetti.
Domanda: ma si può telefonare con l'iPad? Una volta chiarito subito che non si tratta di un iPhone espanso, ci limitiamo a notare che il microfono, così come l'altoparlante e l'uscita per la cuffia, sono presenti sul Pad. Skype per l'iPhone/iPod Touch è compatibile con iPad e sembra che si stia lavorando alla sua versione dedicata: gli elementi ci sono quindi tutti...
Nicodemo Angì
Le nostra tappe “intorno” all'iPad proseguono e quella che state per leggere potrebbe anche essere considerata provocatoria, dato che cercherà di stabilire se il nostro ha la stoffa del lavoratore. Lavoratore sicuramente di “concetto” (anche un po' snob, diciamolo), ma pur sempre un worker.
La società di ricerche di mercato Gartner ha identificato le tecnologie, una decina, mobile e wireless che avranno impatto sulle strategie delle aziende. Il GPS, per esempio, così come i browser mobili, le nuove versioni del Bluetooth, e gli store delle applicazioni, rivolte sia al consumatore (B2C) sia per i propri dipendenti (B2E). La pluralità dei sistemi operativi darà impulso agli strumenti di sviluppo per software plattform independent e ulteriore sviluppo avranno le mobile widget. Reti mobili sempre più performanti e connettività nativa nei dispositivi, che saranno connessi sempre e ovunque, permetteranno poi l'espansione di sistemi “leggeri”, con applicazioni residenti nei server e richiamate dal client quando occorrerà, il tutto con una grande attenzione alla sicurezza delle connessioni.
Un terminale mobile per essere considerato veramente enterprise oriented dovrebbe, per esempio, essere collegato in modo sicuro e criptato e il poter essere gestito centralmente, compreso un eventuale reset remoto in caso di smarrimento, furto o eventuali azioni fraudolente. Tanto per non fare nomi, RIM ed i suoi Blackberry hanno queste caratteristiche e le loro comunicazioni con l'azienda si basano su server sicuri. Dalla Security Overview che Apple fornisce per l'iPad si evince come il dispositivo abbia molte di queste caratteristiche, compreso il wipe sia locale (in seguito a errate immissioni di password) sia remoto, tramite Microsoft Exchange.
L'interesse che il mondo business sta manifestando per questo tablet ha già diverse manifestazioni concrete. Open Text, azienda canadese specializzata nel content management e nella gestione dei workflow, ha sviluppato applicazioni anche per i sistemi operativi mobili di Apple (iPod Touch, iPhone e iPad): l'applicazione Everywhere permette infatti l'interazione in mobilità sia con la loro suite ECM (Enterprise Content Management) sia con Social Workplace, una “piazza” virtuale dove scambiare informazioni fra colleghi e valorizzare l'intellectual asset aziendale.
Per saperne di più abbiamo chiesto a Lubor Ptacek, Vice President del Product Marketing di Open Text, un parere sul mondo delle applicazioni mobili e sull'iPad. Ptacek ci ha confermato l'importanza del mondo dei mobile workers, il cui numero, ormai impressionante, è destinato a salire ancora. Di questi il 50% circa usa attualmente uno smartphone ma questa quota è destinata ad aumentare e a diventare maggioritaria, includendo anche devices innovativi come l’iPad. Le tre principali attività implicate nel lavoro sui contenuti sono la lettura, la condivisione e la creazione. L'iPad, secondo il suo parere personale (il nostro interlocutore ne possiede uno) e non aziendale, è molto forte nei primo due aspetti, data la sua “scioltezza” nel navigare e nell'interagire con i social network, mentre le applicazioni destinate a creazione ed editing (andrebbe, per esempio, migliorato il file system e per fortuna software come iFile vanno già in questa direzione) non sfruttano ancora a pieno le possibilità dell'hardware. In ogni caso l’iPad ha ottime potenzialità e non è un caso se Open Text ha deciso di implementare una versione dedicata di Everywhere. Ptacek crede molto nelle potenzialità dei social media per le comunicazioni in ottica business a patto che esse avvengano in un ambiente protetto e sicuro.
Questo contributo è importante nel dare la luce nella quale guardare l'iPad in un ambito business: la sua attitudine a gestire le nuove modalità della comunicazione aziendale. La visione di Salesforce, azienda il cui nome è tutto un programma, punta molto su Cloud, la nuvola della comunicazione - sia essa interna all'azienda sia verso i clienti consumer, con nuove modalità di CRM – e del calcolo della quale l'E-Mail è solo una parte. I forum, Facebook, le chat: la nuvola delle informazioni raccoglie tante competenze e le redistribuisce a chi ne ha bisogno, che si tratti di un collega della forza vendita o di un cliente. Una delle piattaforme Salesforce di scambio delle informazioni, non ha caso chiamata Chatter, è una sorta di standard per il quale sono state sviluppate diverse applicazioni: molte sono quelle compatibili con iPhone e la migrazione verso l'iPad è già cominciata, proprio perché esso si presta particolarmente bene a interazioni di questi tipo.
I numeri per divertire li ha: schermo ampio e luminoso, processore potente, interfaccia pratica e gradevole: come si comporta l'iPad nel ruolo di entertainer?
Nicodemo Angì
Non è certamente tascabile ma, leggero e sottile com'è, l'iPad è abbastanza portatile da poter essere usato in mobilità o in maniera disimpegnata sul divano, a letto o in altre location rilassanti.
Cosa offre quest'oggetto qualora lo si voglia usare come lettore di musica, immagini e video? Il discorso non è univoco, vista l'attitudine dei prodotti Apple ad essere personalizzati tramite le apps, una sapiente selezione delle quali permetterà all'utilizzatore di enfatizzare gli aspetti che più gli interessano. L'apparecchio ha, di default, un'applicazione per riprodurre musica, chiamata giustamente iPod, un'applicazione per riproduzione video, un a versione di YouTube che non usa Adobe Flash e l'onnnipresente store on-line iTunes per acquistare contenuti e applicazioni.
Questi software hanno un look familiare per chi usa i Mac e i vari dispositivi mobili di Apple, anche se il display più grande permette di visualizzare più elementi. L'interfaccia iPod permette una migliore gestione delle playlist rispetto a quelle dei dispositivi già visti e ha, in basso, una serie di icone per accedere ai contenuti della libreria musicale secondo varie “chiavi” di ricerca (artisti, genere e così via). Un po' fastidiosa è la scomparsa della schermata d'interfaccia non appena si avvia la riproduzione, rimpiazzata dall'immagine della copertina del disco: di spazio ce ne sarebbe stato per il contatore del tempo, i comandi della riproduzione e l'indicazione del brano seguente. Gradita sarebbe anche la possibilità di connettersi in remoto ad un computer da scrivania per accedere così ai file residenti su di esso: la connettività Wi-Fi avrebbe reso la cosa molto semplice.
Anche la gestione dei video è affidata alle locandine dei film (in Italia non è comunque possibile acquistare lungometraggi ma solo videoclip, podcast e videoguide) che non sempre sono comprensibilissimi anche sul brillante display del Pad: per vedere il titolo “in chiaro” occorre toccare la locandina stessa.
Le cose sono comunque modificabili in maniera anche radicale grazie alle numerosissime applicazioni presenti su iTunes. iFiles, per esempio, è un programma tuttofare che permette non soltanto un'agile gestione dei file ma la creazione e la riproduzione dei file stessi e perfino la loro spedizione tramite mail. I file in questione possono essere PDF (brochure, cataloghi ma anche libri), file compressi .zip e tracce audio e video (MP4, MOV, MPV, 3GP, M4V, WAV, MP3, M4A, CAF, AIF, AIFF, ACC) e fotografie. La funzione Wi-Fi Drive implementa poi il sospirato streaming di file da PC e Mac, rendendo l'iPad una sorta di telecomando-riproduttore remoto.
Nicodemo Angì
Invitiamo i lettori a spulciare iTunes per trovare la app su misura per loro, per ora ci limitiamo a dare un'idea delle possibilità praticabili.
Media Link Player è un sofware gratuito che permette all'iPad di accedere a file contenuti in server DLNA e UpnP... Sembra complicato ma un server di questo tipo può essere un PC con una versione recente di Media Player o un disco NAS collegato in rete. Simile è poi VLC Remote, che controlla la riproduzione di file contenuti in computer nei quali sia installato il famoso player gratuito.
Audio Tools è una suite che implementa una serie di strumenti di analisi audio; i dati da analizzare vengono raccolti dal microfono del Pad.
Non mancano poi decine di applicazioni destinate all'editing di foto, audio e video e perfino la divertente Boombox, che dona al dispositivo una nostalgica interfaccia che riproduce l'estetica dei Ghetto Blaster a cassette di qualche decennio fa...
Concludendo: l'iPad è uno ma la sua “sostanza” può assumere una miriade di aspetti e funzioni diverse, una sorta di camaleonte che, pur non rinunciando alla sua personalità, l'adatta ai gusti dell'utilizzatore.
Più grande di una PSP (meno di una XboX), meno comunicativo (leggi il numero delle interfacce) ma con un display di alto livello: ha senso il confronto fra l'iPad ed una console? Lo abbiamo ormai capito, il tablet di Cupertino ha un unico forte carattere e molte facce diverse, che si evidenziano seguendo i desideri e l'estro dell'utilizzatore: uno di questi volti potrebbe essere quello del gamer?
La questione è molto attuale e basta girare sul Web, visitando forum e siti specializzati, per capire quanto il tema sia “caldo”: fra contributi, prove, discussioni accese e ricerche di mercato si trova di tutto.
Vediamo qualcuna di queste ultime, ad esempio quella condotta da Resolve Market Research e ripresa, via Mashalo, da gamesushi.it. Gli intervistati appartenevano a 4 categorie: possessori di iPad, di Smartphone, di E-Reader e di console portatili. Fra i possessori di iPad il 38% ha dichiarato di non essere più interessato alle console portatili dopo averlo comprato mentre il 49% ha abbandonato l’idea di acquistare un E-Reader. Interessante è anche il fatto che il 37% degli intervistati abbia dichiarato che il Pad è stato il primo acquisto di un prodotto Apple mentre il 55% è d'accordo sul definirlo un “giocattolo costoso”; il 28% dei possessori di iPad lo utilizzerebbe poi principalmente come console. Alla domanda su quale sia il dispositivo più divertente per giocare il 60% risponde “la console portatile”, il 23% pensa che sia l'iPad mentre l'8% ritiene che sia lo smartphone.
Insomma, sembra proprio che i produttori sia di console portatili sia di E-Reader dovrebbero valutare con attenzione il competitor iPad... In effetti i lettori di libri “elettronici” stanno scendendo rapidamente di prezzo. videogame.it ha invece ripreso, via develop-online.net, uno speech di Michael Schade, CEO del famoso game maker Fishlabs, secondo il quale iPhone e iPad metteranno in seria difficoltà le console, fisse o portatili che siano. Schade ha previsto una nuova generazione di iPad la cui potenza sarà pari o superiore a quella delle XboX 360 e ha citato il fatto che entro il 2010 i dispositivi iPhone/iPod Touch/iPad presenti sulla Terra arriveranno a 120 milioni, un “parco” paragonabile a quello della PlayStation 2, valutato in 140 milioni di pezzi.
Questi dati assumono un rilievo ancor maggiore se pensiamo a Apple Game Center, una piattaforma simile a Xbox Live Arcade e PlayStation Network, ossia una rete in grado di riunire e far giocare insieme player remoti. Questi dati fanno capire come Apple voglia far giocare (è il caso di dirlo) il suo tablet su più tavoli e proponendolo come un device quasi universale.
L'esperienza di gioco con l'iPad è, a detta di molti, piacevole dato che l'apparecchio ha un'ottima grafica e usa al meglio l'accelerometro interno, reagendo velocemente ai comandi e permettendo divertenti simulazioni e gare automobilistiche. La potenza di calcolo non è – almeno per il momento, vedi sopra – a livello di console specializzate ma il futuro sembra molto ricco di possibilità.
Lo store di iTunes è ricchissimo di giochi, per ogni gusto ed esigenza, e qui segnaliamo soltanto PadRacer, un'applicazione che usa l'iPad come console e l'iPhone come gamepad. In pratica il Pad visualizza il circuito e le auto in gara; queste ultime sono poi controllate dagli iPhone.
Dato che to play significa anche suonare citiamo brevemente le apps che permettono di “suonare” con l'iPad. Anche in questo caso la scelta è amplissima e va dai metronomi ai sintetizzatori di ritmi passando da drum kit e simulatori di sitar fino alle percussioni africane. Una tale ricchezza impone una selezione, non soltanto in base al tipo di “strumento” che si vuole suonare: non tutti i simulatori di batteria, per esempio, sono uguali. Pocket Drums, tanto per fare un nome, cita esplicitamente la possibilità di suonare simultaneamente più tamburi insieme ai piatti e, nell'ultima release, una risposta più veloce nell'uso con due dita: la pelle dei tamburi ed il metallo dei piatti non hanno tempi di latenza...
Il Web è un oceano e non a caso si parla di “navigare” in Internet... Come se la cava l'iPad navigando nella Rete delle Reti?
Nicodemo Angì
Chi ha visto (e amato) Minority Report non può non aver notato come la visione di Spielberg abbia anticipato soluzioni che oggi sembrano normali, o quasi. Se l'interazione uomo-computer tramite i gesti ed i movimenti delle dita sono oggi quasi quotidiane non era certamente così quando uscì il film, ossia più di 10 anni fa. E se i computer-tavolo – come quelli usati nelle rassegne stampa dei telegiornali - sono ancora poco diffusi le zoomate e gli spostamenti “digitali” (ossia effettuati in punta di dita) di finestre e oggetti sono invece molto più comuni.
In questa democratizzazione del futuribile un ruolo molto importante lo ha avuto Apple, con i suoi display capacitivi compatibili con il sistema Multitouch ed in grado di gestire il tocco di più dita contemporaneamente. Questa particolare modalità, funzionale e spettacolare allo stesso tempo, non poteva non essere implementata sull'iPad, in una versione ancora migliorata ed in grado di rendere la navigazione su Internet ancora più piacevole.
Il browser Safari è parte importante di questa gradevolezza d'uso e la release per iPad prende elementi sia dall'iPhone sia dai Mac. Il display di dimensioni maggiori ha permesso di aggiungere comode barre degli strumenti, in stile Mac, mentre la pressione prolungata per ingrandire e la zoomata a prova di risoluzione, già viste sull'iPhone, sono state giustamente conservate anche in questo Safari.
La sensazione che si prova “tenendo in mano” la pagina Web (la sottigliezza dell'apparecchio e la vividezza del display danno questo feeling) è comunque qualcosa di particolare e di non facilmente sperimentabile con altri oggetti: basta una breve frequentazione del Pad per giudicare macchinoso e “distante” l'uso del mouse per aprire un link.
Se Safari e l'integrazione nativa fra l'hardware ed il sistema operativo sono un'ottima base di partenza, rendendo il tutto piacevole, scorrevole e fluido, molto si può fare dopo l'acquisto del dispositivo. Fra le applicazioni disponibili nell'App Store ce ne sono infatti di molto utili, come quelle che salvano le pagine per poterle leggere con comodo in un secondo momento o i lettori di feed RSS.
Tutto bene, quindi? Rimane una perplessità non trascurabile: la non compatibilità con Flash, il diffusissimo formato di Adobe. La questione è caldissima e ha creato migliaia di pagine ed interventi nei forum e nei siti, delineando due fazioni contrapposte. I fedeli della chiesa di Cupertino dichiarano che la cosa non ha nessuna importanza per loro e che continueranno a pregare... pardon, a usare tranquillamente l'iPad. Per molti altri questa “mancanza” è grave ed in grado di condizionare il giudizio sul tablet di Apple. Flash è in realtà presente in molti siti, anche se l'apparenza può dare idee diverse, e occorre valutare se si possa rinunciare a diverse pagine Internet fra quelle che si sfogliano solitamente.
Questo è il quadro attuale ma le cose non sono ovviamente cristallizzate: la situazione, al contrario, appare suscettibile di grandi cambiamenti. Diversi siti stanno infatti eliminando Flash o propongono versioni non-Flash delle loro pagine: si tratterà di vedere quale sarà la forza commerciale dell'iPad e dell'iPhone, che condivide la stessa scelta radicale, nei confronti del Web. Una possibile soluzione è HTML 5, il nuovo (ancora in sperimentazione) linguaggio di markup che supporterà con facilità i video: esso è visto con favore da Youtube - che lo sta sperimentando - ed è supportato da Safari. Non resta che seguire il “duello” e guardare cosa accadrà.
Il non avere tantissime interfacce non impedisce certo all'iPad di comunicare e anche di comandare, anzi... Qui lo vediamo nei panni del remote control, specializzato in... tutto! (o quasi)
Nicodemo Angì
Size matters: il sottotitolo di Godzilla (le dimensioni contano) si applica perfettamente ai ben più aggraziati iPhone e iPad. Se il telefono della Mela è abbastanza compatto per surrogare un telecomando non altrettanto si può dire per il nuovo tablet.
Ovviamente un display più ampio dà vantaggi importanti, quali la possibilità di visualizzare icone, simboli e pulsanti più grandi o, addirittura, la “scrivania” di un PC.
In effetti più di qualcuno reputa che una delle più importanti capacità dell'iPad possa essere quella di funzionare da remote desktop per PC e Mac. Per avere una conferma di questa idea basterà visitare l'App Store, cercando con le parole chiave “VPN” o “remote control” o, ancora, “remote desktop” per trovare decine di applicazioni con prezzi di ogni tipo. A rendere il dispositivo molto appetibile sono anche le sue caratteristiche tecniche, come l'accesso alle reti veloci 820.11n e la presenza di un processore piuttosto potente.
iTeleport, per esempio, promette di dare ”full control of your computer's mouse and keyboard” e di accedere al proprio PC “from anywhere”. In questo modo si riusciranno anche a vedere i siti contenenti materiale in Adobe Flash, altrimenti inaccessibili ai dispositivi mobili di Apple. Anche Citrix propone applicazioni di questo tipo: Receiver for iPad è gratis mentre XenApp o XenDesktop devono essere installati nel sistema EDP dell'azienda.
Un altro settore, forse più immediato anche se meno sofisticato, dove il Pad può dire la sua è proprio quello del controllo remoto propriamente detto. Le apps disponibili sono molte e non mancano anche componenti hardware come quelli della famiglia RedEye, proposti da ThinkFlood.
Si tratta di dispositivi che donano all'iPad (così come all'iPhone e all'iPod touch) interfacce ad infrarossi per riuscire a controllare un qualsiasi apparecchio che usi telecomandi con questa tecnologia. Il RedEye ha la forma di una base di ricarica e dialoga con l'iPad tramite il Wi-Fi mentre il RedEye Mini si innesta nell'uscita per la cuffia (!?). Anche se il Mini ha buone capacità è il modello superiore che sfoggia la versatilità più avanzata, come la possibilità di controllare tutto da un'altra stanza.
Anche la famosa (e italianissima) BTicino ha la sua applicazione iMyHome, disponibile in versione Full o gratuita (con funzionalità limitate) che s'interfaccia con il sistema di controllo domotico My Home. Fra le particolarità di questa app si segnala l'interfaccia grafica perfettamente coerente con il sistema operativo dei prodotti Apple compatibili (iPad, iPhone e iPod touch.
Non potevano poi mancare altri grossi nomi della domotica quali AMX, Control4 e Crestron. Le loro applicazioni, proprie o di terzi, sono offerte con vari livelli di prezzo e funzionalità, dovrebbero riuscire a coprire virtualmente ogni esigenza.
Finiamo questo piccolo sguardo sulle grandi capacità trasformistiche (crediamo ormai conclamate) dell'iPad nel settore del controllo remoto con una curiosità. L'applicazione si chiama Hunter e trasforma l'iPad in un terminale remoto per un software per PC dedicato ai ... gommisti! L'artigiano (probabimente un po' snob) non soltanto vedrà i dati di convergenza, campanatura e simili sul proprio Pad ma potrà anche accedere ad una biblioteca di immagini che mostrano gli organi interessati alle regolazioni.
l'iPad cambia pelle l'ennesima volta candidandosi nel ruolo di libro e magazine elettronico: con quali risultati e prospettive?
Nicodemo Angì
Display ampio e luminoso, interfaccia veloce e praticità d'uso: l'iPad è tutto questo e anche molto di più. Il concetto dei prodotto-servizio, che ha fatto la fortuna di iTunes e dei suoi primi “accoliti” (iPod e iPhone) non poteva non migrare nell'ultimo nato di Cupertino, in grado di essere potenzialmente ancor più versatile dei suoi predecessori. l servizio iTunes si è infatti arricchito di iBooks, un'applicazione creata da Apple in prima persona che permette di comprare libri elettronici che hanno la particolarità di incorporare anche materiale audio/video. Steve Jobs aveva del resto dichiarato, all'atto della presentazione, come il Pad fosse molto adatto alla fruizione di libri elettronici.
I giochi son ben lungi dall'essere conclusi ma appare chiaro come l'iPad sia considerato un temibile concorrente per gli altri lettori di E-book. Non è certo un caso che Amazon abbia abbassato i prezzi dei suoi Kindle il cui modello maggiore, quel DX la cui diagonale di 9,7” è praticamente identica a quella dell'iPad, viene proposto ora a 379 $.
Il DX ha una tastiera fisica, la connessione 3G per scaricare i libri senza bisogno di un PC ed uno schermo ben visibile anche se illuminato direttamente dal sole ma visualizza le pagine in sfumature di grigio e non è versatile e potente quanto l'iPad. Il display E Ink del DX è probabilmente migliore per le letture in difficili condizioni d'illuminazione e affatica di meno la vista: le immagini sono infatti statiche – a differenza degli LCD che hanno una scansione - e vengono aggiornate soltanto quando si volta la pagina.
D'altro canto la visione dei fumetti a colori, per esempio quelli della Marvel, sull'iPad è eccezionale e si capisce perché molte persone (lo abbiamo visto in una precedente puntata) abbiano dichiarato come comprando l'iPad non fossero più interessate ad un E-Book reader classico.
Non dimentichiamo poi le applicazioni come quella proposta da Barnes & Noble, un'altro grandissimo store di libri e altro, per l'iPhone, compatibile comunque con iPad. Riprendendo, con la fotocamera di bordo, la copertina di un libro o di un DVD l'apparecchio sarà in grado di rintracciarlo, farlo comprare on line e indicare, grazie al GPS incorporato, il negozio nel quale ritirarlo più vicino alla nostra posizione. L'iPad non ha la fotocamera e questa possibilità non può estrinsecarsi ma questa lacuna verrà probabilmente colmata ed è facile pensare che funzionalità di questo tipo verranno implementate anche su di “lui”.
Ma l'iPad che ruolo ha verso l'editoria? Come ogni domanda complessa c'è una risposta semplice, ed è sbagliata... Questo dispositivo – come gli altri E-Reader - non rimpiazzerà totalmente la carta stampata, anche per motivi sentimentali. La sensazione che si prova girando l'ultima pagina di un libro “fisico”, per esempio, è qualcosa che l'E-Book non potrà mai dare e il lettore accanito non è detto che sia anche un appassionato di tecnologia.
In generale le cose da consultare (elenchi del telefono, cataloghi e così via) potranno essere vantaggiosamente sostituiti dall'elettronica mentre il discorso è più sfumato, ad esempio, per romanzi e libri d'arte. L'iPad è probabilmente più pesante di tutti gli altri reader, ha un display meno specializzato riguardo la lettura ma ha un appeal maggiore ed è più versatile: occorrerà vedere cosa sarà più rilevante agli occhi del consumatore-lettore.
Leggere sull'iPad una rivista illustrata, come le testate NewMediaPro, è sicuramente un'esperienza non solo pratica ma anche gradevole, grazie all'applicazione sviluppata appositamente (non standard, quindi) per i magazine del gruppo. Il lettore di questo tipo di riviste è probabilmente pronto ad integrare la tradizionale carta stampata con un supporto tecnologico come l'Pad e penserà che il passaggio da una rivista che parla di tecnologia ad una rivista che “è” tecnologia sia in qualche modo naturale.


